20 Novembre 2020
- Suore Apostoline, Spazio Bibbia, Bereshit

Commento alla prima Lettura della Solennità di NOSTRO SIGNORE GESÚ CRISTO RE DELL’UNIVERSO, XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dal libro del profeta Ezechiele
(Ez 34,11-12.15-17)

Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine. Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia. A te, mio gregge, così dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri.


«Nei giorni nuvolosi e di caligine» ci si disperde: questa è l’esperienza del pastore con le pecore e l’esperienza che tutti viviamo in questi giorni carichi di tensione e di preoccupazione.
La parola di un Dio, pastore, arriva a consolarci, tramite il suo profeta, in un momento in cui ci sentiamo come queste pecore che hanno bisogno di essere ritrovate, fasciate, curate, radunate.
Israele, primo destinatario di queste parole, è in esilio: smarrito, deluso dai suoi capi che non hanno saputo governare con giustizia. Ecco allora che il Signore in persona “scende” ad occuparsi del suo popolo. Dio dice a Israele, e a noi, il suo: «Eccomi» (v.11), promessa potente che nella lingua ebraica è espressa con grande solennità: hinnenì.

L’immagine del pastore, attribuita dalla Scrittura al re (Davide per esempio), è ora attribuita a Dio, come un giorno lo sarà a Gesù (Mt 25,31-46; Lc 15), perché è simbolo di riferimento sicuro, attenzione, giustizia.
«Nei giorni nuvolosi e di caligine» le pecore si perdono perché non hanno più riferimenti sicuri intorno a loro, non possono riconoscere i luoghi familiari o vedersi l’una con l’altra per non perdere la strada. Così è per noi. Ma il Signore è in mezzo al suo popolo.


Qôl/call

«Quando il Figlio dell’uomo verrà..» (Mt 25,31), una certezza, una consolazione infinita. Ripetiamo questa preghiera in questo tempo: Signore vieni…

sr. M. Francesca 
frasca.mfrancesca@apostoline.it