13 Novembre 2020
- Suore Apostoline, Spazio Bibbia, Bereshit

Commento alla prima Lettura della XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)
a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dal libro dei Proverbi (31,10-13.19-20.30-31)

Una donna forte chi potrà trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito
e non verrà a mancargli il profitto.
Gli dà felicità e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.
Stende la sua mano alla conocchia
e le sue dita tengono il fuso.
Apre le sue palme al misero,
stende la mano al povero.
Illusorio è il fascino e fugace la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
Siatele riconoscenti per il frutto delle sue manie
le sue opere la lodino alle porte della città.


Pr 31,10-31 è l’inno conclusivo del libro dei Proverbi, dove la Sapienza personificata assume il volto di una donna forte che lavora, che manda avanti la casa, la famiglia. Potremmo vedere il volto di nostra madre o di nostra nonna mentre tentiamo di immaginarci questa donna.
È un inno da gustare integralmente, leggiamolo dalla Bibbia per intero. Ci accorgeremo che è molto ben costruito, è composto con abilità linguistica e poetica utilizzando tutte le lettere dell’alfabeto ebraico… c’è, quindi, molto da dire sull’arte di vivere di questa donna, tanto che non basta l’alfabeto intero!
Due sono gli aspetti che saltano agli occhi: le mani che lavorano con creatività e producono cose belle, rimanendo aperte alle necessità dei poveri; gli abiti che l’attività tessile della donna realizza, le vesti, di lino o lana per coprirsi d’inverno e quelli che fanno assumere un decoro a chi li indossa,… sono le opere visibili di questa donna. È proprio dell’amore concreto prendersi cura, “vestire chi è nudo” (Cf Mt 25,36), inventare e pensarle tutte per gustare la vita e farla gustare agli altri.
È un’opera educativa quella portata avanti della donna, tanto da far scaturire spontaneamente dalla bocca dei figli e del marito che la osservano, un elogio e un grande riconoscimento: “Sorgono i suoi figli / e ne esaltano le doti, / suo marito ne tesse l’elogio: / «Molte figlie hanno / compiuto cose eccellenti, / ma tu le hai superate tutte!» (Pr 31,28-29). Quando un adulto è guardato e riconosciuto dai figli e dalle giovani generazioni in questo modo, vuol dire che sta rispondendo con fedeltà alla sua vocazione, sta trafficando con gioia i talenti ricevuti (Cf Mt 25,14-30).


Qôl/call

È molto bella questa immagine di Dio e della sua Sapienza, come una donna creativa e instancabile, felice, presente a se stessa e a chi abita con lei, ai suoi affetti… cosa dice di te e come ti può fare da guida verso una vita adulta?

sr. Letizia 
molesti.l@apostoline.it