16 Ottobre 2020
- Suore Apostoline, Spazio Bibbia, Bereshit

Commento alla prima Lettura della XXVIX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dal libro del profeta Isaìa
(Is 45,1.4-6 )

Dice il Signore del suo eletto, di Ciro: «Io l’ho preso per la destra, per abbattere davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui i battenti delle porte e nessun portone rimarrà chiuso.
Per amore di Giacobbe, mio servo, e d’Israele, mio eletto, io ti ho chiamato per nome, ti ho dato un titolo, sebbene tu non mi conosca. Io sono il Signore e non c’è alcun altro, fuori di me non c’è dio; ti renderò pronto all’azione, anche se tu non mi conosci, perché sappiano dall’oriente e all’occidente che non c’è nulla fuori di me.
Io sono il Signore, non ce n’è altri».


Un Dio deciso, che sceglie, che ama, che porta avanti il suo disegno.
Dio, in questi pochi versetti, parla in prima persona raccontando qualcosa di sé e dei suoi progetti. Parla di Ciro e parla a Ciro che ha scelto per liberare Israele. Ciro è un re straniero, non sa chi ha davanti, non sa di essere parte del piano di Dio, lui “conosce” altri dei, non quello di Israele. Ciro non sa che il suo essere re è al servizio di ben altra regalità, quella del Signore e che solo il Signore è Dio, fuori di lui: “niente” (così alla lettera il testo).

Il verbo conoscere nella Bibbia racchiude un mondo di significati: la conoscenza è concreta, esperienziale, abbraccia il mondo della volontà e delle emozioni, è amore. Significa toccare, vedere: la conoscenza è relazione. Perciò quello che stona in questo racconto di Dio è come possa portare avanti il Suo progetto di salvezza chi non è nemmeno in relazione con Lui. Questo è il mistero del nostro Dio che scrive nelle pagine nascoste della storia il suo disegno ed è pronto a rivelare i suoi segreti a tutti i “re stranieri” lontani da Lui.

Isaia, in questa domenica, ci restituisce l’immagine di un Dio in relazione anche con chi non lo conosce. C’è spazio anche per noi, allora, per «rendere a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,21) anche se, a volte, non lo conosciamo.


Qôl/call

«Per amore» (Is 45,4) questo è ciò che muove i progetti di Dio… Ricordo e ringrazio per una scelta fatta «per amore» …

sr. M. Francesca 
frasca.mfrancesca@apostoline.it