14 Agosto 2020
- Suore Apostoline, Spazio Bibbia, Bereshit

Commento alla prima Lettura della XX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dal libro del profeta Isaìa
(Is 56,1.6-7)

Così dice il Signore: «Osservate il diritto e praticate la giustizia, perché la mia salvezza sta per venire, la mia giustizia sta per rivelarsi. Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo e per amare il nome del Signore, e per essere suoi servi, quanti si guardano dal profanare il sabato e restano fermi nella mia alleanza, li condurrò sul mio monte santo e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera. I loro olocausti e i loro sacrifici saranno graditi sul mio altare, perché la mia casa si chiamerà casa di preghiera per tutti i popoli».


«Così dice il Signore» è l’inizio solenne di questa terza parte del Libro di Isaia. E cosa dice il Signore? Proviamo anche noi a stare in attesa delle sue parole.

Parla di giustizia, salvezza, rispetto del sabato come giorno dedicato a lui… parole a tratti lontane, per la nostra esperienza. Proviamo a custodirle comunque. La Salvezza e la Giustizia di Dio sono soggetti di verbi, diventando quasi delle persone in carne e ossa che stanno per venire. Quante volte è così anche per noi? Come non dare dei volti alla giustizia e alla salvezza che abbiamo conosciuto e che ci ricordano quella di Dio?

Il punto però è che in questo testo, pieno di attributi di Dio, una parola stona: «stranieri», quelli che in ebraico sono i nokerim, cioè i non ebrei. Come possono queste parole che hanno a che fare così da vicino con Dio, tanto da sembrarci “cosa sua” e non nostra, a essere scritte per gli stranieri e non solo per Israele?

Isaia ci sta dicendo che in Dio non ci sono più distinzioni. Israele è e rimane il popolo prediletto, ma solo se vive la scelta di Dio nei suoi confronti come possibilità di farsi Casa per gli altri. Chiunque “ami il nome del Signore” non è più straniero. Da qualunque parte ci sentiamo, a qualsiasi “popolo” apparteniamo, sarà la nostra capacità di amare a metterci in relazione con quella Salvezza e quella Giustizia di Dio.

 


Qôl/call

«Allora Gesù le replicò: “Donna, grande è la tua fede!”» (Mt 15,28) … Lasciamo che Gesù, nonostante le apparenze, guardi al nostro cuore “straniero” e ci consoli.

sr. M. Francesca 
frasca.mfrancesca@apostoline.it