28 Marzo 2021
- Suore Apostoline, Spazio Bibbia, Bereshit

Commento alla prima Lettura della Domenica delle Palme (ANNO B)
a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dal libro del profeta Isaìa (50,4-7)

Il Signore Dio mi ha dato una lingua da discepolo,
perché io sappia indirizzare
una parola allo sfiduciato.
Ogni mattina fa attento il mio orecchio
perché io ascolti come i discepoli.
Il Signore Dio mi ha aperto l’orecchio
e io non ho opposto resistenza,
non mi sono tirato indietro.
Ho presentato il mio dorso ai flagellatori,
le mie guance a coloro che mi strappavano la barba;
non ho sottratto la faccia
agli insulti e agli sputi.
Il Signore Dio mi assiste,
per questo non resto svergognato,
per questo rendo la mia faccia dura come pietra,
sapendo di non restare confuso.


Guance e faccia che dicono “un volto”…C’è forse qualcosa di più personale del proprio volto?
È il volto, infatti, che si segna di gioia e spalanca le guance al sorriso; che si dipinge del tempo che passa; che si incide dei dolori, ognuno i suoi, ma tutti in grado di cambiarci i connotati.
Il volto di questo tempo è coperto o segnato da una mascherina. Oppure è un volto manipolato, ringiovanito o invecchiato da programmi di grafica e dalle app. Ma è anche il volto lontano e anonimo di chi viene in cerca di futuro… Quante domande sanno suscitare i nostri volti!
Il volto del Servo sofferente del terzo canto di Isaia, è quello di un discepolo che ogni giorno ascolta la Parola di Dio. È il volto della Parola ascoltata e fatta, del figlio che vive in obbedienza al Padre, perché obaudire significa fare dell’ascolto la propria ragione di vita.
Chi ascolta Dio decide di metterci la faccia, diventa punto visibile di riferimento e anche dura roccia su cui si infrangono i flutti del male e della non accoglienza.
«Il volto dell’Altro distrugge ad ogni istante e oltrepassa l’immagine plastica che mi lascia. […] La vera natura del volto, il suo segreto sta altrove: nella domanda che mi rivolge, domanda che è al contempo una richiesta di aiuto e una minaccia» (E. Lévinas, Totalità e infinito).
Quale domanda mi lascia il volto sofferente del Servo del Signore?


Qôl/call

«Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: “Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!» (Mc 15,39).
Gesù, Volto di Figlio mite e di Servo libero, che possiamo contemplarti in questa ‘grande settimana’ per lasciarci illuminare continuamente il volto dalla tua passione, morte e risurrezione. Amen.

sr. Letizia 
molesti.l@apostoline.it