5 Gennaio 2022
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Commento alla prima Lettura della Festa della Solennità dell’Epifania del Signore Messa del Giorno (ANNO C) a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dal libro del profeta Isaìa (Is 60,1-6)

Àlzati, rivestiti di luce, perché viene la tua luce, la gloria del Signore brilla sopra di te. Poiché, ecco, la tenebra ricopre la terra, nebbia fitta avvolge i popoli; ma su di te risplende il Signore, la sua gloria appare su di te. Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano, le tue figlie sono portate in braccio. Allora guarderai e sarai raggiante, palpiterà e si dilaterà il tuo cuore, perché l’abbondanza del mare si riverserà su di te, verrà a te la ricchezza delle genti. Uno stuolo di cammelli ti invaderà, dromedari di Màdian e di Efa, tutti verranno da Saba, portando oro e incenso e proclamando le glorie del Signore.


La grande protagonista della solennità dell’Epifania è la luce che risplende fiera in tutta la Parola che la Liturgia ci propone. I versetti di questo solenne testo di Isaia sono diretti a Gerusalemme, la città Santa, che risplende alta, come un faro nella notte, sopra tutte le nazioni che dal deserto arrivano verso di lei.
La terra è nella tenebra, i popoli sono avvolti nella nebbia fitta ma alla tua luce Gerusalemme -dice Isaia- tutti potranno camminare. «Allo splendore del tuo sorgere», Sion, persino i re si metteranno in marcia.

Anche noi siamo quei popoli avvolti nella notte, siamo quei re che, attratti dalla luce, oggi si mettono in marcia verso la città Santa dove risiede la gloria del Signore. Come i magi anche noi siamo attratti dalla stella che indica la grotta dove la storia ha preso una svolta inaspettata grazie al Dio fatto Uomo. Non abbiamo paura della nebbia che, a volte, avvolge le nostre giornate, dell’incomprensione, dello smarrimento, della paura… perché tu, Gerusalemme, città di Dio, oggi, sorgi anche per noi!


Qôl/call

Tu Signore, che illumini della tua presenza la nostra vita, che solo in te trova il suo senso più profondo, fa’ che «abbondi la pace» (Sal 71,7) nelle nostre relazioni, nelle nostre famiglie e nei luoghi che abitiamo e fa’ che possiamo essere un riflesso di quella Luce che sempre sorge nelle nostre notti.

sr. M. Francesca 
frasca.mfrancesca@apostoline.it