6 Maggio 2022
- Suore Apostoline, Spazio Bibbia, Bereshit

Commento alla prima Lettura della IV Domenica di Pasqua ANNO C,
a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dagli Atti degli Apostoli (13,14.43-52)

In quei giorni, Paolo e Bàrnaba, proseguendo da Perge, arrivarono ad Antiòchia in Pisìdia, e, entrati nella sinagoga nel giorno di sabato, sedettero.
Molti Giudei e prosèliti credenti in Dio seguirono Paolo e Bàrnaba ed essi, intrattenendosi con loro, cercavano di persuaderli a perseverare nella grazia di Dio.
Il sabato seguente quasi tutta la città si radunò per ascoltare la parola del Signore. Quando videro quella moltitudine, i Giudei furono ricolmi di gelosia e con parole ingiuriose contrastavano le affermazioni di Paolo. Allora Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore: “Io ti ho posto per essere luce delle genti, perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”».
Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione. Ma i Giudei sobillarono le pie donne della nobiltà e i notabili della città e suscitarono una persecuzione contro Paolo e Bàrnaba e li cacciarono dal loro territorio. Allora essi, scossa contro di loro la polvere dei piedi, andarono a Icònio. I discepoli erano pieni di gioia e di Spirito Santo.

Paolo e Barnaba obbediscono allo Spirito che è come il vento. Non si può fermare il vento, ci si stanca inutilmente. Quello che si può fare, invece, è imparare a danzare con esso, a muoversi non in modo scoordinato o casuale, ma con gesti e movimenti precisi, lasciandosi portare, accogliendo il nuovo e la vita che vuole entrare. I passi di danza dello Spirito sono franchezza, apertura, lasciar andare.

Franchezza. Lo Spirito dà a Paolo e Barnaba di “sentire” interiormente quello che sta accadendo,  di valutare la situazione da tutti i punti di vista (emotivo e razionale), per stare nella realtà senza false impalcature.
Danzare con lo Spirito con il passo della franchezza significa sapere dove si è posizionati interiormente nei contesti in cui stiamo, conoscere bene le motivazioni che ci spingono a dire o fare una determinata cosa e saper valutare le reazioni e le conseguenze di ciò che agiamo, mantenendo la distanza giusta per saper stare.
Riconoscere la verità e la chiarezza che si fanno spazio dentro di te e ridefiniscono i contorni alle cose, alla realtà che a volte appare confusa, è un cammino liberante di risposta alla propria vocazione.

Apertura. Accade sotto gli occhi stupiti e grati di Paolo e Barnaba, che la buona notizia di Gesù venga accolta con gioia da alcuni e, parimenti, rifiutata con forza da altri. L’accoglienza, però, arriva da chi non ti aspetti, da quelli che non hanno mai avuto a che fare con il Dio di Israele.
Danzare con lo Spirito con il passo dell’apertura chiede larghezza di cuore e di vedute per rileggere le Scritture, le certezze di fede che fino ad oggi ti hanno formato, come annuncio per tutti, “luce delle genti” (Cf Is 49,6) da diffondere e donare.

Lasciar andare. Quando escono dalla città, Paolo e Barnaba scuotono la polvere dai sandali, gesto presente anche nel Vangelo, segno di giudizio (Cf Mt 10,14-15) ma anche di profonda libertà. Quella che li rende capaci di scrollarsi di dosso la delusione per il rifiuto provato sulla propria pelle, senza che rimanga attaccato un granello di polvere per non sciupare la gioia della missione.
Danzare con lo Spirito al passo di chi sa lasciar andare, ti porta a riconoscere in ogni circostanza il Vangelo che sempre libera dal fallimento della missione, dall’ingiustizia subita e dal senso di scoraggiamento che ne deriva.


Qôl/call

La gioia è il segno più evidente di essere sintonizzati con lo Spirito Santo ed è il sentimento stabile di appartenenza al Signore che chiama per nome (Cf Gv 10,27-30).
Cosa ti dà gioia in questo tempo, o quale ricordo ti è rimasto nel cuore come esperienza di gioia? Ci sono scelte che puoi fare oggi per sintonizzarti e rimanere in questa gioia? E diffonderla?

sr. Letizia 
molesti.l@apostoline.it