20 Maggio 2022
- Suore Apostoline, Spazio Bibbia, Bereshit

Commento alla prima Lettura della VI Domenica di Pasqua ANNO C,
a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dagli Atti degli Apostoli 15,1-2.22-29

In quei giorni, alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l’usanza di Mosè, non potete essere salvati».
Poiché Paolo e Bàrnaba dissentivano e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Bàrnaba e alcuni altri di loro salissero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questione.Agli apostoli e agli anziani, con tutta la Chiesa, parve bene allora di scegliere alcuni di loro e di inviarli ad Antiòchia insieme a Paolo e Bàrnaba: Giuda, chiamato Barsabba, e Sila, uomini di grande autorità tra i fratelli. E inviarono tramite loro questo scritto: «Gli apostoli e gli anziani, vostri fratelli, ai fratelli di Antiòchia, di Siria e di Cilìcia, che provengono dai pagani, salute! Abbiamo saputo che alcuni di noi, ai quali non avevamo dato nessun incarico, sono venuti a turbarvi con discorsi che hanno sconvolto i vostri animi. Ci è parso bene perciò, tutti d’accordo, di scegliere alcune persone e inviarle a voi insieme ai nostri carissimi Bàrnaba e Paolo, uomini che hanno rischiato la loro vita per il nome del nostro Signore Gesù Cristo. Abbiamo dunque mandato Giuda e Sila, che vi riferiranno anch’essi, a voce, queste stesse cose. È parso bene, infatti, allo Spirito Santo e a noi, di non imporvi altro obbligo al di fuori di queste cose necessarie: astenersi dalle carni offerte agl’idoli, dal sangue, dagli animali soffocati e dalle unioni illegittime. Farete cosa buona a stare lontani da queste cose. State bene!».

Parlare di pace non è mai semplice o scontato, soprattutto in questo tempo.
Sin dai primi passi della Chiesa, leggendo il capitolo 15 degli Atti degli Apostoli (la prima lettura di questa domenica ne ritaglia solo una breve sintesi), la pace non coincide con l’assenza di conflitto. La pace passa attraverso una grande tensione ed è il frutto di discernimento, dialogo e assunzione di responsabilità.
Il discernimento avviene mettendoci insieme in ascolto dello Spirito per riconoscere i suoi segni. Da qui le domande: come possiamo esprimere quello che lo Spirito sta suscitando oggi, davanti ai nostri occhi? Come rispondere alla volontà di Dio che si manifesta in tale modo e non secondo i nostri schemi?
Il dialogo. In Atti 15, tutti prendono la parola: all’inizio Paolo e Barnaba, che “dissentivano e discutevano animatamente” contro “alcuni, venuti dalla Giudea” con le loro convinzioni sulla ‘forma giusta’ di vivere la vita cristiana (cioè il dovere di osservare anche la Legge di Mosè); poi, una volta a Gerusalemme, “sorta una grande discussione” nell’assemblea (At 15,7), Pietro prima, Giacomo poi, prendono la parola; e ancora Paolo e Barnaba, infine il coro di voci che lodano Dio per le sue opere. La pace passa dall’ascolto di tutti, dalla discussione, dalla riflessione, dal confronto. La pace ha bisogno di luoghi e tempi per essere artigianalmente costruita.
Fino alla responsabilità. Essa consiste nel riconoscere “le poche cose necessarie” per permettere a tutti di frequentarsi e mangiare insieme, rispettando le reciproche tradizioni di origine. Quelle prescritte, più che essere norme morali, sono norme legali che chiamano in causa la purità per il culto, estremamente importanti per i cristiani di origine giudaica. La responsabilità sta, infine, nell’accompagnare i processi di pace, nel farsi carico degli effetti della verità che si è riconosciuta dal discernimento. È una responsabilità condivisa in un cammino di Chiesa che ha dei volti, quelli di Paolo, Barnaba, Sila e Giuda, e nella quale insieme è possibile affrontare le difficoltà per rimanere uniti.


Qôl/call

Gesù dice che la sua pace non è come la dà il mondo (Cf Gv 14,27). Chiedo allo Spirito di aprire in me uno spiraglio verso la pace dentro a un conflitto che sto vivendo (in famiglia, tra amici, nella mia comunità ecclesiale…). Come possiamo aiutarci insieme ad attraversarlo?

sr. Letizia 
molesti.l@apostoline.it