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La cosa poetica

La cura della forma per una persona creativa non è questione che inerisce la fissità o la fissazione per i dettagli: non è creativo chi non riesce a celebrare messa se qualcosa manca o è fuori posto. La questione va proprio in forma capovolta: è creativo chi… celebra sempre. Chi sta nel mondo, e nella propria anima, col posizionamento della contemplazione: chi ha sguardo poetico e forma creativa è creatura creante, non schiacciata dall’imperfezione ma da questa spinta per co-generare quello che prima non c’era. La creatività, sì, è postura poetica: ma non disincarnazione, anzi. È il suo esatto capovolgimento: creativo è lo sguardo di chi guarda ma non si accontenta del pre-compreso, del compreso e visto una volta per tutte.

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Itinerario di Avvento 2020 – “Tutto ciò che vale merita di essere atteso”

Questo Avvento che sta per cominciare non è il tempo dei punti esclamativi, è il tempo dei “MA” che chiedono alla virgola che li precede di leggere la realtà fino a quel momento per poi scegliere come scrivere e accogliere il resto, ciò che ancora non si sa, ciò che si attende e non arriva quando vorremo noi.
Allora in questo tempo ciò che desideriamo fare insieme è attendere gustando l’attesa con tutti i sensi, fino a sfiorarne l’anima.
Un piccolo percorso di incontri online per giovani ci condurrà a gustare alcune azioni che l’attesa compie e genera in noi

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Umanamente uguali

Sono tante ancora le domande che attendono una risposta a proposito della pandemia da Covid-19 che all’improvviso ha attaccato la nostra società. Come è venuto alla luce un tale virus? Come ha fatto a propagarsi così rapidamente? Cosa non ha funzionato nei sistemi sanitari nazionali di tanti Paesi, trovatisi quasi nudi e crudi di fronte all’irrompere dell’emergenza, Paesi che pur sapevano della possibilità di simili evenienze? Quando sarà trovato un vaccino?

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“Ognuno è l’artista di se stesso” (Beato Giacomo Alberione)

Sono Marzia, ho 37 anni e mi definiscono un’artista! E oggi, più che mai, posso confermarlo anche io.
Tempo di “sosta forzata”, tempo di preoccupazione, tempo di ansia, ma anche tempo di silenzio, di attesa, di speranza, di ascolto e di pas sione, quello vissuto nel periodo del lockdown. Sì, per me è stato un tempo preziosissimo, in cui ho deciso di indossare quelle “vesti creative” che avevo lasciato nell’armadio, negli ultimi anni, accantonate quasi totalmente.
E così, per me, è iniziato il via libera alla fantasia, all’improvvisazione e, perché no, a iniziative interattive con i social.
Devo ammettere che i primi giorni ho vissuto una piccola crisi, accompagnata da domande su come impiegare nella maniera più produttiva possibile quel tempo. Ma produttiva per chi, se non per me stessa????

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“Farmaci” salvavita. Contro ogni paura

Sudo. Mi batte il cuore all’impazzata. Non respiro… Un ronzio mi riempie la testa. Non vedo più niente… non ce la faccio, non ce la faccio nemmeno questa volta… Marco invece non esce di camera da tre mesi. Notte e giorno davanti allo schermo del computer. Lo chiamano hikikomori e non si tratta di un pokemon di nuova generazione, ma di un fenomeno in espansione che riguarda oltre trentamila giovani in Italia. Che cosa accade nelle nostre scuole? Nelle nostre case?

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John Henry Newman – Il profeta della coscienza

Chi era Newman? canonizzato nell’ottobre 2019? Ce lo racconta Robert Cheaib, da sempre appassionato dei suoi scritti e della sua vita.

John Henry Newman nasce il 21 febbraio 1801, primogenito di 6 figli. Come racconta lui stesso, il giovane viene educato già dall’infanzia a trarre grande piacere dalla lettura della Bibbia, «…ma non ho avuto solide convinzioni religiose sino ai quindici anni».
Il primo evento importante della sua vita è la sua cosiddetta prima conversione. Essa avviene in un periodo particolare. Siamo nell’estate del 1816, l’attività bancaria del papà subisce un brutto declino e John Henry rimane in collegio a Ealing, sia per degenza sia per permettere ai genitori di sbrigare le complicate vicende collegate al fallimento.

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