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Sarebbe bastato meno?

Gesti non richiesti, come quelli di Elia e Eliseo, parlano di una passione per il Regno di Dio in cui si ha voglia di fare qualcosa che non necessariamente serve ma che, silenziosamente, dice tanto del proprio modo di vivere l’amore che, è fatto, tante volte, di “gesti in più” che non servirebbero ma sono fondamentali per chi ama e per chi è amato.

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Come in una danza

È stupefacente un Dio che, nell’arte di creare, sceglie di giocare. E il mondo che ci ha donato risponde al gioco, basti pensare alle nuvole, o alla potenza stupefacente dell’acqua, ai milioni di stelle che ci permettono di sognare… Chissà che dal nostro Dio non possiamo imparare, come ci insegnano questi testi antichi, a prenderci meno sul serio e a lasciare che il mondo, creato per noi, ogni tanto, ci coinvolga nella sua danza felice.

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Chronos e Kairós

Il cammino della Chiesa è fatto di un tempo lungo fatto di tanti momenti di grazia in cui ci accorgiamo che Dio volge il suo sguardo su di noi. E tutto, la vita quotidiana, e quelle cose uniche che la rendono bella, sono di Dio, dice Gesù.

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Marcia indietro

Chissà che questa geografia non abbia da dire qualcosa anche a noi su come sia importante a volte “fare marcia indietro” e assicurarsi che l’altro stia bene, che le incomprensioni siano sanate. Non occorre arrivare ai propri obiettivi, persino evangelici, se abbiamo perso per strada qualcuno.

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Lieti di essere oltraggiati

Che importa, Signore, allora, quello che ognuno di noi può e sa fare, quello che conta è poter condividere la gioia dei primi apostoli, che seppero dimenticare i propri tradimenti e le proprie fughe e si lasciarono riamare da te! Di cosa essere giudicati degni, Signore, se non di condividere la tua stessa sorte e poter dare anche noi «la vita per gli amici»!

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Un’alleanza di pace

Il Signore con la sua pace ripara ciò che è ferito facendo gioire l’animo che non era più capace di farlo; restituisce una condizione quasi primordiale in cui, come il primo uomo e la prima donna, possiamo godere dei frutti del giardino (cfr. Gen 1,29). Ricevere questo suo dono è essere paghi della vita e sicuri del bene ricevuto, mai più soli, contenti di ciò che si ha e ciò che si è.

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