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Una via d’uscita

Vivere l’esperienza della resa non è un male, vivere il fallimento e le macerie fa parte della vita. Concediti di stare con le tue macerie, se scappi sempre da esse e non ne prendi atto, se non lasci che Dio faccia verità e vada fino in fondo, non crescerai mai e non sarai mai davvero libero

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Quella notte…

Cosa dice, allora, questo testo a noi oggi?
L’importanza di rivivere, non solo ricordare, ogni liberazione e la liberazione definitiva operata da Dio nella Prima Pasqua e nella Pasqua definitiva vissuta da Gesù.
Quella notte è ogni nostra notte in cui abbiamo scoperto una luce che veniva da Lui, in cui non ci siamo sentiti soli ma siamo diventati “un popolo” con chi ci era accanto.

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Quel meraviglioso senso del limite

Quali sono le cose che contano davvero nella vita? Se tutto è vanità, hebel, soffio inconsistente, c’è allora qualcosa per cui valga la pena questo nostro esserci? Qoelet non si è dato pace, senza rassegnazione ha ricercato e indagato ogni faccenda e occupazione che l’uomo da sempre compie “sotto il sole” (Qo 1,3)…

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Alla sua presenza

Questo episodio della vita di Abramo ci mostra quanto il Signore osi nel coinvolgersi con l’uomo e nell’avvicinarsi a lui, a tal punto da stare alla sua presenza. Il peccato di Sodoma e Gomorra, come si vedrà dopo, è proprio quello invece di rifiutare qualsiasi vicinanza di Dio.

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Lascia che Dio sia Dio

Il modello positivo dell’accoglienza è quello offerto da Abramo e Sara in Genesi 18. Abramo corre incontro ai tre sconosciuti – che noi lettori sappiamo essere il Signore che lo visita -, e gli fa preparare da Sara nella tenda un pranzo da re.
C’è gratuità, empatia, comprensione nel cuore di Abramo.

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Una straordinarietà a portata di mano

La parola di un Dio così straordinario, operatore di prodigi, tuttavia non è fuori dalla portata dell’uomo perché Egli stesso non l’ha nascosta tra le stelle del firmamento ma l’ha posta sulla bocca perché possiamo, allora come oggi, comunicarla e persino “mangiarla”, immagine metaforica che usa per esempio il profeta Ezechiele oltre che il Deuteronomio stesso (cfr. Dt 8,3/ Ez 2-3). Non l’ha posta negli abissi del mare ma nel profondo del cuore perché possiamo “farla”, metterla in pratica, trasformarla in gesti concreti (cfr. Lc 10).

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