Accogliere e condividere

di Valentina Nika, volontaria-operatrice “Comunità Emmanuel”

La Comunità Emmanuel è nata a Lecce, la notte di Natale del 1980, da un gruppo di uomini e donne che, accompagnati da padre
Mario Marafioti sj, hanno voluto incarnare nel servizio il loro cammino di fede, aprendo una prima Casa Famiglia per persone svantaggiate. Da allora le attività e le accoglienze si sono moltiplicate. Il bisogno ha cercato i volontari, e la sofferenza altrui ha suscitato, in tanti di essi, energie inaspettate di solidarietà umana e cristiana…

Operando, soprattutto, con minori, adolescenti e giovani, la Comunità si è trovata impegnata in una grande sfida pedagogica, per la quale ha elaborato itinerari educativi, percorsi dell’anima, sentieri di liberazione e guarigione, di crescita e di maturazione. Tutto ciò vuole accompagnare la persona nella ricerca della verità e del senso della vita, nell’apertura agli altri, nella cultura della giustizia e della solidarietà, nella relazione con Dio. Chiara LAICITA’ nel servizio e forte IDENTITA’ CRISTIANA sono, fin dalle origini, elementi caratterizzanti. La laicità del servizio si esprime nell’accoglienza offerta a tutti, senza distinzione di sesso, religione o appartenenza ideologica, e nell’atteggiamento di rispetto, dialogo e disponibilità verso le varie possibili collaborazioni richieste dal servizio alla persona. L’identità cristiana si manifesta nella vita spirituale intensa alla quale partecipano i membri stabili; essa determina la precisa collocazione ecclesiale della Comunità.

 

“Mettere vita con vita; accogliere e condividere” è il motto e il principio ispiratore di tante scelte che hanno cambiato la vita dei fondatori, facendola ripartire dagli ultimi e modificandola in funzione dei bisogni dei più poveri.

Dalla prima Casa Famiglia all’incarico dell’Arcivescovo e della Diocesi di Lecce per il servizio ai tossicodipendenti, dalla prima disabile, agli ex tossicodipendenti che nel tempo sono diventati volontari e operatori, la Comunità Emmanuel va ancora facendo quella singolare esperienza che – germogliata dalla fede di un gruppo di assetati di Dio -, ha sviluppato un tronco genuinamente laico di uomini e donne che vivono – insieme – nel rispetto e nell’apertura a ogni uomo e a tutto l’uomo. Ognuno infatti è fatto di carne e di spirito, di bisogni e di progetto, di cultura e di storia, di Assoluto…

In questo cammino che va avanti dal 1980, ancora oggi tutto rimane aperto. Volutamente non si programmano sviluppi per il futuro, ma si rimane in atteggiamento di ricerca, di ascolto e disponibilità alla novità e ai cambiamenti; fermi nel proseguire per i sentieri della vita, lottando per cambiare la società, le sue logiche e le sue strutture imbevute di “avere”, potere e apparenza. Per aver camminato così e continuato a farlo, qualcuno parte da Dio, altri partono dall’uomo, ma tutti, tra bisogni e domande, difficoltà e pesi, vuoti e ricerca di senso, sconfitte a volte amare e umili e belle vittorie, ogni giorno riaffermano la volontà di vivere nel servizio e nella riflessione personale e comunitaria. E questo nella tensione a pensare secondo verità e nell’impegno a vivere con amore, alzando lo sguardo e tendendo l’orecchio, perché… voci chiamano, gridano il mio nome, il tuo, il nostro.

(da SE VUOI 2/2019)