Consegne EXPRESS…IVE di un di più!

testimonianza di Francesco Pignalli

 

Mancano solo due giorni al matrimonio di Gigi ed Elisa. Serve un miracolo: il nostro regalo è ancora da spedire. Non possiamo essere presenti noi, ma almeno un piccolo segno di vicinanza ci piacerebbe che lo ricevessero: sono nostri grandi amici! Ci mettiamo alla ricerca e raggiungiamo un’azienda di Servizi di Spedizione affidabile, è lì che incontriamo uno dei dipendenti che si destreggia tra telefonate, indicazioni a Drivers, dialoghi fugaci. È lui ad accoglierci e a scambiare qualche parola: “Sono Francesco, ho 33 anni, vivo a Torino ma sono di Catania. Sono responsabile operativo della distribuzione, il mio compito è gestire circa 50 autisti”. Ci chiediamo cosa abbia spinto un giovane a spostarsi dalla sua bellissima terra, così scopriamo un di più: “Ho iniziato a fare il corriere a Catania dove ho lavorato per 4 anni. Trasferendomi a Torino, ho aderito alla GiOC (Gioventù Operaia Cristiana) e ho avuto la possibilità di diventare responsabile nazionale. Ho trovato poi lavoro sempre a Torino come corriere e da lì a due anni sono diventato referente”. Ci sorprende la passione con cui Francesco racconta del suo lavoro, nonostante il contesto frenetico, quello stile sembra custodire ancora una volta un di più: “Il mondo della distribuzione è molto difficile ed oggi ancora sfruttato per questo posso definirlo un posto dove esprimere al meglio la mia vocazione. Vi lavorano principalmente persone del popolo e poco istruite, difficilmente qualcuno le ascolta: per questo mi piace occuparmi e preoccuparmi di dare importanza alle loro vite. Ogni mattina mi dedico ad una pausa caffè con drivers diversi, così che mi possano parlare delle loro difficoltà e gioie”. La sua risposta ci sorprende, non possiamo non chiedergli da dove nasca questo stile così attento: “Il mio essere cristiano incide molto sul fatto di agire per far rispettare i loro diritti e far loro riconoscere i doveri che li rendono lavoratori responsabili ed incisivi nelle loro mansioni. Le vite di Cristian, Andrei, Hassan, etc che lavorano con me riempiono le mie giornate di significato. In questo ho incarnato il carisma della GiOC: ‘ ogni giovane lavoratore vale più di tutto l’oro del mondo perché figlio di Dio’. Voler dar loro dignità, spesso, contrasta con il dover far fatturare l’azienda: credetemi, non è facile far coincidere numeri, raggiungimento degli obiettivi e dignità dei drivers!”. Nel mezzo della condivisione un collega chiama Francesco che così ci saluta regalandoci qualche segreto per un lavoro che non sia solo un’occupazione, ma un di più: “Dovrebbe essere il lavoro che hai scelto, non quello che ti senti costretto a fare: che dia la possibilità al tuo talento di fiorire; dovrebbe farti sentire felice di alzarti la mattina; dovrebbe darti dignità, cioè lasciarti la possibilità di esprimerti senza paure di ripercussioni e riconoscere la fatica anche con una giusta retribuzione; dovrebbe farti sentire chiamato ad una missione di servizio per poterlo svolgere non solo perché è necessario ma perché è importante”. Grazie Francesco! E per la curiosità dei lettori… il nostro regalo è arrivato in tempo!

(a cura di Federica Cammarata e Irene Mutta, rivista SE VUOI 2/2021)