Questione di FEDE

Quattro chiacchiere con Matilde Giunti
(intervista a cura di F. Cammarata) 

 

Dicci chi sei
Attualmente sono a Nairobi, in Kenya. Lavoro qui come cooperante, sono projet manager e coordinatrice dei progetti per una ong italiana che si chiama Africa Chiama che qui è conosciuta come Call Africa.

Volevi fare proprio questo?
Ho sempre avuto in testa di fare la missionaria, sono sempre stata affascinata dalle storie dei missionari. Il mio paese, seppur piccolo, ha avuto diverse esperienze di persone che hanno adottato bambini, di preti che andavano a fare i missionari, delle suore che proponevano progetti di sostegno a distanza. Anche con la mia famiglia avevamo preso un bambino in adozione a distanza nelle Filippine. Tutte cose che mi hanno segnata nel profondo. E poi c’è la fede che ha voluto e vuole dire molto nelle mie scelte.

Cosa vuoi dire con queste parole?
Che qualsiasi scelta io faccia, come cristiana, cerco di chiedermi cosa Dio vuole da me. Mi metto sempre in dubbio, anche sulle scelte più piccole. Cerco sempre di vedere se sto facendo una cosa giusta e sensata agli occhi di Dio. E la fede ha un peso anche perché è un grosso supporto. Tanti momenti difficili della mia vita, anche nella vita quaggiù, li ho potuti affrontare e superare perché ero supportata dalla fede e trovavo nel Signore aiuto.

Come mai in Kenya?
All’età di 22 anni avevo già fatto varie esperienze di volontariato e turismo responsabile in più Paesi. La prima volta che sono arrivata in Kenya è stato nel 2015. Mi fermai per quattro mesi per fare un tirocinio con Africa Chiama per un Master in cooperazione e diritto internazionale. Una volta tornata a casa cercavo solo soluzioni per ritornare. Avevo bisogno di partire e di andare, era quello a cui mi sentivo chiamata. Ho avuto la fortuna che nel 2016 hanno attivato il Servizio Civile in Kenya e mi hanno presa. Così sono stata per la seconda volta a Nairobi per un altro anno. L’anno più bello e gratificante della mia vita. Anche quella volta tornai a casa con la voglia di ripartire. Mandai, allora, molti e molti curricu-la… Alla fine mi ricontattò Africa Chiama, e ora sono a Nairobi e conto di stare fino a quando si potrà. Ciò che mi ha spinto a tornarci ogni volta è questo innamoramento folle per le baraccopoli di Nairobi, per la vita vicina alla comunità. È bello stare a contatto con una cultura diversa, imparare la lingua e i vari aspetti culturali.

Puoi dire di “avercela fatta”?
Sotto alcuni aspetti credo di sì: mi sento tanto fortunata di avere la possibilità di fare ciò che mi sentivo chiamata a fare. Quando penso alla mia vita sono sempre tanto contenta che sia andata così, che mi abbia portata a fare queste scelte, ad andare anche contro a chi mi dava contro e mi diceva che sarebbe stato difficile fare questo. Ho sempre cercato di insistere e provarci lo stesso. Avrò da fare tante altre scelte e cose diverse e nuove, ma è bello poter dire di essere, per alcuni aspetti della mia vita, molto realizzata.

Cos’è la vocazione per te?
È fare la volontà di Dio nelle scelte grandi e piccole di tutti i giorni. È cercare di stare con Dio. Di vedere qual è il Suo Progetto nella nostra vita, di prenderne atto e metterlo in pratica. A volte ci troviamo a fare delle scelte, a imboccare delle strade… ma alla fine scopri che rivelano proprio il piano di Dio!

(SE VUOI 5/2020)