Renato Zero

“Mai più da soli

Renato Zero torna sulle scene con Mai più da soli”, il singolo che anticipa il nuovo album di inediti “Zero il folle”, in uscita a ottobre. Per il cantautore romano “folle è chi sogna, chi è libero, chi cambia, chi non si vergogna mai e osa sempre”. Il singolo di lancio, come il resto dell’album, è stato registrato a Londra e parla di solitudine. Renato Zero lo commenta così: “La solitudine va frequentata e compresa, ma mai troppo assecondata. Il nostro è un tempo assai congeniale per chi vuole essere solo. Ci si ritrova a parlare spesso con un cellulare che non ha volto né consistenza, ci si cerca sui social senza potersi annusare, accarezzare o scegliersi”. Ma alla fine c’é anche un invito alla speranza: “Abbracciatevi e guardate avanti! Mai più soli!”. 

Dentro la canzone: LA SOLITUDINE

Nel mondo di oggi, globalizzato e digitalizzato, l’uomo a volte si ritrova a vivere nella solitudine. Lo stesso mondo virtuale dei social può portare a trascurare le relazioni facendo dimenticare l’importanza dei contatti umani. “Mai più da soli” può essere interpretata come un grido di allarme in questi tempi in cui le conversazioni avvengono attraverso lo schermo di un cellulare, come una denuncia al fatto che siamo diventati schiavi del web e della tecnologia, sempre più superficiali al punto da scomparire agli occhi della nostra anima che avrebbe giustamente da ridire (“Se si arrabbia anche l’anima ha le ragioni sue”). Così la nostra vita corre il rischio di appiattirsi, di scambiare l’essere con l’apparire, preoccupati come siamo solo del numero dei like. È la trappola della Rete, che facendoci vivere in un mondo di finzione e di illusioni ci fa perdere la vera percezione di noi stessi e il senso della realtà. Non dobbiamo negare che la tecnologia digitale costituisce oggi un grande potenziale comunicativo per gli uomini del nostro pianeta, ma certamente se usata male può portare all’autoisolamento, come dice anche Papa Francesco nel Messaggio per la 53ma Giornata mondiale per le comunicazioni sociali: “La Rete è un’occasione per promuovere l’incontro con gli altri, ma può anche potenziare il nostro autoisolamento, come una ragnatela capace di intrappolare”. Occorre perciò un’educazione al suo corretto uso soprattutto per quelle fasce d’età più fragili, specialmente gli adolescenti, che non hanno ancora un’identità strutturata e una capacità di senso critico. “Sono i ragazzi – afferma ancora Papa Francesco – a essere più esposti all’illusione che il social web possa appagarli totalmente sul piano relazionale fino ad estraniarsi completamente dalla realtà”. In questo compito educativo tutti siamo chiamati in causa impegnandoci a investire di più sulle relazioni e aiutando soprattutto i più giovani a passare dal virtuale al carattere interpersonale e umano della comunicazione. “Quella che vogliamo sottolinea ancora Papa Francesco è una rete non fatta per intrappolare, ma per liberare, per custodire una comunione di persone libere” capace di vincere ogni solitudine. 


PER RIFLETTERE

L’esperienza della solitudine è una realtà che ti coinvolge?

Per quale motivo usi i social?

 

di Pino Fanelli, cantautore (giuseppe.fanelli@stpauls.it), rivista SE VUOI 5/2019