“Ognuno è l’artista   di se stesso” (Beato Giacomo Alberione)

di Marzia Romagna

Sono Marzia, ho 37 anni e mi definiscono un’artista! E oggi, più che mai, posso confermarlo anche io.
Tempo di “sosta forzata”, tempo di preoccupazione, tempo di ansia, ma anche tempo di silenzio, di attesa, di speranza, di ascolto e di pas sione, quello vissuto nel periodo del lockdown. Sì, per me è stato un tempo preziosissimo, in cui ho deciso di indossare quelle “vesti creative” che avevo lasciato nell’armadio, negli ultimi anni, accantonate quasi totalmente.
E così, per me, è iniziato il via libera alla fantasia, all’improvvisazione e, perché no, a iniziative interattive con i social.
Devo ammettere che i primi giorni ho vissuto una piccola crisi, accompagnata da domande su come impiegare nella maniera più produttiva possibile quel tempo. Ma produttiva per chi, se non per me stessa???? Non nego, che ho vissuto la fatica nell’adattarmi e incastrarmi bene in quella situazione quasi irreale, in cui vivevamo tutti quanti.
Ho dovuto fare memoria a qualche mese indietro, precisamente al 9 agosto 2019, quando ho provato sulla mia pelle una forte sensazione semplice: di chiudere gli occhi, sorridere al cielo e stupirmi ancora di essere felice e fortunata nel riconoscerlo, perché mai mi sono sentita sola nonostante il periodo non facile di cambiamento di vita che avevo scelto di affrontare.
Ed ecco, che quello stesso sorriso è tornato a casa. E nel periodo del coronavirus, ha cominciato a trasformare e “modellare” quei giorni, di solitudine e silenzio; trovando in ogni oggetto che passava tra le mie mani, una forma d’arte… Da un vecchio telefono trasformato in lampada, all’uso del pirografo (mai utilizzato) sopra uno sgabello di legno, all’incisione su legno per creare un orologio a parete, al disegno… creando nuovi personaggi per una possibile storia a fumetti… sempre in compagnia del mio primo personaggio, venuto fuori al tempo del liceo, raccontando le mie giornate… e oggi si chiama GINO (Giovane Italiano Non Omologato), che accompagna i giovani lettori nella rivista “Se Vuoi”, delle suore Apostoline.
Ha cominciato a farsi conoscere attraverso magliette e segnalibri e rappresenta il ragazzo, il giovane, la coppia… in ricerca vocazionale, e con la sua ironia riesce ad alleggerire le domande e le risposte che un giovane si porta dentro.
Attraverso questi lavori “creativi” ho scoperto una forma d’arte più… profonda, che non parlava con parole, ma con il silenzio, diceva di me, del caos che mi porto dentro e che è illuminato da un Dio che riordina tirando fuori il meglio di te stesso, con le forme d’arte più varie, dando senso ai talenti che porti dentro. Bastava quindi darGli lo spazio necessario per far luce su quelle “vesti”, che tenevo da una parte, a impolverarsi e a impoverirsi.

Ecco che oggi, mi sento più ricca di aver approfondito un po’ di più la mia conoscenza, di aver dedicato quel lungo tempo a me stessa e a ciò che più mi riguarda… l’arte creativa.  Spiegarla a parole, forse sarà sempre riduttivo, ma vorrei azzardare a dire che l’arte è nata con noi, Qualcuno lassù l’ha contemplata in ognuno, va solo lasciata esprimere nelle forme espressive che più sentiamo nostre, senza giudicarci, senza voler dare il titolo di bello o brutto, senza pensare troppo, ma solo lasciandola libera di farsi vedere.
Può uscire sotto una forma visibile di scrittura, di musica, di creazione di un oggetto materiale, ma anche a volte non visibile subito, che inizia a modellarci dall’interno, nei sentimenti e sensazioni di cui facciamo tesoro… e viene fuori attraverso un sorriso per se stessi o per l’altro, attraverso un abbraccio, un pensiero, una telefonata, un messaggio.

Ecco l’arte cos’è: un pensiero illuminato che dà emozione e ci muove.

(da SE VUOI 4/2020)