Sai che la Chiesa VALORIZZA
i mezzi di comunicazione?

di Carlo Meneghetti
docente di teologia della comunicazione

Bentornata cara lettrice, bentornato caro lettore! prima di tutto volevo farti conoscere il decreto Inter Mirifica, tra le “cose meravigliose”, prodotto durante il Concilio Vaticano II.
Il Concilio Vaticano II si è tenuto dal 1962 al 1965 e ha visto la nascita di tanti documenti che, tutt’oggi, sono portanti per la Chiesa. In particolare volevo raccontarti del decreto sulle comunicazioni sociali.
La Chiesa, in questo particolare momento storico, si rende conto che questi doni possono essere un prezioso aiuto per le persone, per tutte le persone, senza l’esclusione di nessuno. Nel dicembre del 1963 viene presentato il decreto, i mezzi di comunicazione trattati sono: il cinema, la stampa, la radio, la televisione, il teatro e simili.
Per simili i Padri Conciliari intendono anche i futuri mezzi che potrebbero essere inventati dall’uomo, pensa alla rete, ai social, ai dispositivi digitali.
Da Inter Mirifica nascono anche le Giornate Mondiali delle Comunicazioni sociali che, anno dopo anno, donano un tema da esplorare, sviluppare e approfondire in modo specifico.
Il decreto non si ferma elencando semplicemente i media ma considera anche le varie figure impegnate nell’atto comunicativo: autori, produttori, giovani, genitori, scuola, editori, ecc., richiamando l’importanza di una vigilanza costante per tenere in primo piano il valore della persona. Per questo viene valorizzata anche la formazione considerando l’impegno che deve essere costante e incisivo.
Inter Mirifica ricorda come ognuno è protagonista nella “cura” della comunicazione per diventare dono per l’altro e momento di scambio fecondo incontrando il prossimo anche attraverso i contenuti veicolati dai mass media. Oggi, a distanza di qualche decennio, le raccomandazioni del decreto sono quanto mai attuali.
Magari stai leggendo questo articolo sul tablet, sul pc o sullo smartphone, quest’anno Papa Francesco ha deciso di valorizzare proprio il tema della rete digitale, il messaggio infatti si intitola: «“Siamo membra gli uni degli altri” (Ef 4,25). Dalle social network communities alla comunità umana» e nel testo troviamo che:

«L’immagine del corpo e delle membra ci ricorda che l’uso del social web è complementare all’incontro in carne e ossa, che vive attraverso il corpo, il cuore, gli occhi, lo sguardo, il respiro dell’altro. Se la rete è usata come prolungamento o come attesa di tale incontro, allora non tradisce se stessa e rimane una risorsa per la comunione. Se una famiglia usa la rete per essere più collegata, per poi incontrarsi a tavola e guardarsi negli occhi, allora è una risorsa. Se una comunità ecclesiale coordina la propria attività attraverso la rete, per poi celebrare l’Eucaristia insieme, allora è una risorsa. Se la rete è occasione per avvicinarmi a storie ed esperienze di bellezza o di sofferenza fisicamente lontane da me, per pregare insieme e insieme cercare il bene nella riscoperta di ciò che ci unisce, allora è una risorsa».

Tu come comunichi?
I tuoi amici come comunicano?
I tuoi educatori come comunicano?
I tuoi familiari come comunicano?
Sei un abitante dei media che diventa testimone del bello che c’è nei media?

Buona avventura, ricordandoti che le “cose meravigliose” dipendono anche dal tuo utilizzo consapevole.