Lettere di Berlicche

Al “Centro” di questa calda estate, ti proponiamo un altro romanzo classico della tradizione inglese, divertente e profondo, leggero ma… non troppo! Si tratta delle “Lettere di Berlicche” (titolo originale The Screwtape Letters). Pubblicato a Londra nel 1942 dallo scrittore Clive Staples Lewis (amico e collega di J.R.R. Tolkien), fu originariamente edito sulle pagine del quotidiano The Guardian.

Si tratta di un racconto satirico in forma epistolare in cui un diavolo anziano, “sua potente Abissale Sublimità il Sottosegretario Berlicche”, istruisce suo nipote Malacoda, un giovane diavolo apprendista tentatore.

I diavoli, si deduce dal romanzo, appaiono organizzati come una macchina burocratica che spedisce sulla Terra i junior tempters, diavoli di basso rango all’inizio della carriera, ognuno dei quali ha in affido un paziente (così ci chiamano) allo scopo di dannarlo. Le lettere sono dirette appunto da Screwtape (Berlicche), potente funzionario infernale al suo inetto nipote Wormwood (Malacoda), il quale ha in affido il suo primo paziente (un anonimo giovane inglese) e necessita dei consigli del potente zio per portare a termine il suo compito.

i giusti consigli…

Lo zio offre dunque al nipote una serie di ricchi consigli per dannare le anime degli uomini, soprattutto nei riguardi dei giovani. Il Nemico (Dio) e suo Figlio (Cristo) intervengono prontamente in ogni azione di Malacoda e dunque lo zio è costretto a dilungarsi più volte in tanti temi tipicamente legati allo spirito giovanile, come l’amicizia, l’amore, l’orgoglio, il legame con i genitori, la sessualità, la gola.

Lewis utilizza uno stile assai vario, ma sempre incisivo, affrontando con una teologia ad un tempo benevola ed esigente tutte le tematiche sopra citate.

Con sprezzante impazienza e demoniaca erudizione, Berlicche istruisce Malacoda su come si danna un’anima umana: o, se vogliamo dirlo più laicamente, come la si rende infelice e insoddisfatta in questa vita, «lontano dalla Luce e nel Nulla». Cosa bisogna tenere fuori dalla testa di un essere umano? Cosa bisogna invece suggerirgli di fare? Atei o credenti che siamo, assistiamo con angoscia allo spettacolo di Berlicche che insegna come trasformare ogni gioia della nostra vita in una cosa insensata e dolorosa (se vuoi leggi un interessante recensione cliccando qui)

Nelle Lettere di Berlicche, C.S. Lewis fornisce una serie di lezioni sull’importanza del compiere delle scelte consapevoli nella vita, descrivendo una comune esistenza umana con tutte le sue tentazioni e i suoi fallimenti dal punto di vista di un diavolo.

una curiosità

Nella versione italiana, i nomi dei diavoli nominati nelle diverse lettere da Berlicche (compreso Malacoda) sono tratti dal gruppo di demoni “Malebranche” della Divina Commedia:

Farfarello (Glubose) / Scarmiglione (Triptweeze) / Draghignazzo (Scabtree) / Cagnazzo (Slumtrimpet) / Barbariccia (Toadpipe) / Ciriatto Sannuto (Slubgob)

Ad ognuno di loro Lewis ha affidato un compito o delle particolari caratteristiche.

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