Il minimalismo

Ogni giorno, soprattutto al cinema o in TV, ascol­tiamo musica che “fa da sfondo”, che illustra un paesaggio senza figure/melodie in primo piano, che “accompagna” qualcosa d’altro.
Una musica senza spi­goli, con pochi contra­sti, che si ripete in modo uniforme e quasi indif­ferente; tappeti sonori che usano strumenti elettronici, tastiere, ma anche il solo pianoforte.
Prova a rivedere il film “Quasi Amici” e ad ascol­tare come i brani pianistici di Ludovico Einaudi contribuiscano allo svi­luppo emotivo del film in modo leggero e deli­cato, senza eccessi.

Le origini di molta mu­sica di questo tipo risal­gono a un movimento musicale d’avanguar­dia chiamato MINIMA­LISMO, nato in America a fine anni ‘60, con compositori come Phi­lip Glass, Steve Reich, Terry Riley.
La musica minimalista ha due caratteristiche fondamentali: la ripetizione e la riduzione: pochi elementi sonori, molto semplici si ripetono per una lunga durata, con piccole variazioni che avvengono nel tempo. Il minimalismo ha avvicinato la musica classica contemporanea al mondo della musica pop; il suo successo ha portato tanti artisti come Ludovico Einaudi, Michael Nyman, Max Ri­chter a utilizzare queste tecniche fino ad oggi.
Altra caratteristica signi­ficativa è l’anti-narrati­vità della musica minimalista. Il compositore non cerca di comunicare i suoi personali punti di vista, è invece interes­sato alla pura bellezza del suono, al suono in sé, e agli effetti che pro­duce nell’ascoltatore.
…Se hai suonato il pianoforte qualche anno fa e abbandonato per mille motivi, puoi provare a riprendere tramite alcuni di questi brani che risultano tecnicamente semplici, ma di grande soddisfazione nel suonarli.

Per molti la bellezza di questa musica è che dà la possibilità di pensare o fare altro, senza obbli­ghi di seguire melodie o testi di canzoni; non cerca di attirare l’atten­zione con ritmi inces­santi o sorprese sonore: può “riempire” senza “occupare”. Allo stesso tempo la ripetizione e la riduzione degli elementi rimanda a musiche extra-europee, alle tecniche di meditazione orientali e può portare a un ascolto molto raccolto ed estatico. Se sei in cerca di una, o di en­trambe, di queste carat­teristiche prova ad ascoltare questo genere musicale.
L’ascolto di alcuni di questi brani può avere ef­fetti particolari come la capacità di rilassare, in­durre calma e favorire il sonno (Max Richter ha ti­tolato un suo disco “Sleep” proprio per questo).

(Franco Pedrini, rivista SE VUOI 1/2026)