Dagli “scarti” nuove possibilità

Ti è mai capitato di preparare il brodo di verdure? Lo so, non è il massimo per il palato, è un po’ da malati… ma prova a ripensare a quello che faresti per cucinarlo.
Prendi le verdure: patate, carote, zucchine, cipolla, sedano… Le lavi bene, le asciughi e inizi a “pelare”, togliendo la buccia, lì dove si può. Poi tagli a pezzi e metti tutto a bollire nell’acqua. Il resto poi è solo tempo, attesa e un po’ di aggiunta di sale, per provare a dare un po’ di sapore, altrimenti “non sa di niente”, diciamoci la verità.
Invece cosa fai con le bucce, con gli scarti?
Se sei bravo li butti nell’umido, nel compost… altrimenti via tutto nell’indifferenziato! Tanto che ci puoi fare con degli scarti?

Eppure ci potresti fare qualcosa di altrettanto buono: un altro brodo!
Quando cuciniamo le verdure, non ci rendiamo conto che spesso è proprio nello scarto, nella buccia, che si trova la maggiore concentrazione di sostanze nutritive, ciò che fa davvero bene al nostro corpo. Allora un consiglio: quando cucini le patate fritte, le carote in padella, quando usi la cipolla per fare il soffritto, conserva tutto quello che non usi, che non ti serve in quel momento e con tutto questo – dopo averlo ben lavato – prepara un buon brodo!

Funziona così anche con la nostra vita: quante cose vorremmo scartare, eliminare… perché non sono esteticamente perfette (quante volte non compriamo la frutta e la verdura che non ci sembra bella esteticamente! Eppure spesso è quella più saporita, che ha più gusto, perché in realtà è la più naturale, è quella che è cresciuta rispettando i tempi giusti e senza uso di sostanze chimiche); quanti aspetti del nostro carattere non ci piacciono e li sentiamo un ostacolo per essere graditi e “acquistabili” dagli altri; come vorremmo buttare via alcuni episodi della nostra vita, alcune situazioni difficili e dolorose, quei tempi morti in cui niente sembra funzionare e avere un senso; vogliamo poi parlare di tutti quegli ostacoli che ci capitano tra capo e collo, che nasce spontaneo dire: “ma proprio tutte a me devono accadere?”, per non dire altro…
Quante volte avrai pensato di voler “cucinare” una cosa buona con quello che sei, qualcosa che possa piacere a te, dare gusto alla tua vita, ma dare piacere anche al palato degli altri; sì, magari qualcosa di caldo da bere quando l’influenza ci fa compagnia o il freddo entra nelle ossa. E invece ti sembra di ritrovare tra le mani solo bucce, scarti, pezzi non belli, le due estremità della verdura (pensando che quello che conta sia il centro!).
Ecco, pensa che niente è da buttare! Pensa che è proprio in quello che sembra “niente”, che trovi ciò che nutre davvero la tua vita, che ti permette di fare un passo avanti nel cammino verso la ricerca di quale “piatto” vorrai diventare. Ricorda solo una cosa: serve tempo, attesa e magari, sì, un po’ di sale, per esaltare quel sapore che in realtà già c’è in te, in me, in ciascuno di noi!

(Francesca Bellucci, rivista SE VUOI 1/2025)