ENTUSIASMO
dove sei finito?

 

 

 

Esplorare il significato di una parola è un po’ come fare visita ai nonni e farsi raccontare le storie di una volta. Si rimane ammirati per le loro avventure, al punto da sentire sgorgare dentro una certa nostalgia dell’entusiasmo per la vita che li accompagnava, pur in mezzo a tanti sacrifici. Ho cercato cosa voglia dire, nella sua radice antica, proprio la parola “entusiasmo”. Ed ecco la sorpresa: entusiasta è colui che “ha un afflato verso qualcosa o qualcuno ed è sospinto da una forza esterna irresistibile, come una sorta di furore e di slancio, fino all’essere invasato”. Insomma, l’entusiasmo è di chi “ha un dio dentro”!
Mi è sembrata una scoperta geniale! In un’epoca in cui pare che l’entusiasmo sia nascosto in qualche angolo poco accessibile, dal tesoro del passato viene una luce abbagliante per ritrovarne le tracce e lasciarlo crescere dentro di noi. Perché una vita apatica, senza un fuoco dentro che ci spinge, rischia di essere per lo meno un po’ noiosa.

Quali indicazioni ci dà questa esplorazione linguistica per comprendere il sentiero dell’entusiasmo?
La parola ha a che vedere con il sacro, cioè con un mondo che sta oltre noi stessi, ma che ci viene incontro. È intrigante pensare al fatto che un dio possa essersi preso la briga di “entrare dentro” una persona. L’entusiasmo nasce dall’interesse verso di te di qualcuno che sta Oltre te. Sei importante, se un dio si ritiene degno di venire ad abitare il tuo cuore di creatura.
Ecco il primo passo dell’entusiasmo: lo stupore per la tua bellezza, per la dignità straordinaria di cui godi, al punto da aver stuzzicato la fantasia di Dio che si è fatto uomo e ha voluto abitare in te con il suo Spirito. L’incontro tra il divino e l’umano è reale e rende affascinante la vita, che rimane un mistero, e come tale ci sfugge in molte sue parti. Comprendere tutto non è possibile, ma puoi guardare con meraviglia, anziché con paura, gli aspetti di te e della tua storia che sono più fragili.
L’entusiasmo, infatti, nasce dalla consapevolezza di essere belli, ma limitati, di non bastare a noi stessi. A questa verità corrisponde il desiderio di cercare qualcosa o qualcuno che riempia la nostra sete di amore. Dalla mancanza sgorga l’esperienza della passione, poiché aneliamo a raggiungere un ideale, o un altro che sta fuori di noi. L’entusiasmo, allora, è figlio delle relazioni che costruisci con stupore, attinge a un’idea che dà senso al percorso, è grato per i piccoli successi di ogni giorno.
L’altro a volte non corrisponde pienamente alle nostre aspettative, ma ci viene incontro così com’è. Vale la pena allenarsi nell’arte dell’attesa e della rinuncia, per non riempire troppo lo spazio che alimenta la curiosità e la passione. Il “tutto e subito” è nemico dell’entusiasmo, perché se ottieni qualsiasi cosa senza aver fatto l’esperienza di cercarla e di stupirti di come sia diversa, puoi trovarti con il motore del desiderio in panne.

È chiaro: se capita di stazionare un poco nel vuoto delle domande senza risposta o dei sogni irrealizzati, c’è il rischio di vivere anche un tempo di dolore e di solitudine. La strategia migliore è quella di non stare fermi. Muoversi con la testa e con i piedi, quando il cuore si fa triste, aiuta a uscire dalla sacca, perché l’entusiasmo è un sentimento che scaturisce dalla cura intelligente dei pensieri e delle scelte.
Con un piccolo progetto di vita, per orientare i passi del cammino quotidiano, puoi contribuire a scuotere le fibre dell’anima e riscaldare la passione, senza impantanarti nella paura del futuro. Dall’Oltre ti verrà incontro un senso più grande che dà direzione al viaggio.
Torniamo ai nostri nonni. Oppure da qualche persona amica o un maestro che hai conosciuto e che ti sorprende: un esempio di passione generosa, una esistenza tutta consegnata per un sogno o un progetto grande. Se hai trovato un infuencer del genere, non lo mollare. Hai bisogno di sperimentare che qualcuno prima di te ce l’ha fatta. Ma anche che si fida di te.
Lui non è un dio, ma certamente è un messaggero del Cielo. È quell’aiuto che ci permette di appassionarci della vita e di trasformare l’entusiasmo in gioia, che è sempre dono condiviso.

(Luca Garbinetto, rivista SE VUOI 5/2022)