La porta della speranza

ALLA SCOPERTA DELLA PROPRIA CHIAMATA

“In qualunque genere di vita, non si vive senza queste tre propen­sioni dell’anima: credere, sperare, amare».
È sant’Agostino a scri­verlo e papa Francesco a riportarlo nella Bolla di indizione del Giubileo Ordinario dell’anno 2025 la Spes non confundit. La speranza non delude ed è proprio questa cer­tezza che vogliamo rinnovare nella consapevolezza che abbia a che fare con la nostra vocazione: «Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chia­mati, quella della vostra vocazione» (s. Paolo agli Efesini 4,4). Così, cer­chiamo insieme di sot­tolineare solo due degli elementi caratteristici del Giubileo, evidenziandone la particolare valenza vocazionale.

Pellegrinaggio

Come la vita «il Giubileo chiede di mettersi in cammino e di superare alcuni confini.
Quando ci muoviamo, infatti, non cambiamo solamente un luogo, ma trasformiamo noi stessi […]. Il pellegrinaggio inizia prima del viaggio stesso: il suo punto di partenza è la decisione di farlo». Anche per quanto riguarda la vita – con le scelte di tutti i giorni e con le decisioni importanti da prendere – il punto di partenza è la volontà di mettersi in cammino, di uscire e di andare non come vaga­bondi ma come uomini e donne che hanno ac­colto un invito, ascol­tato una Parola. La fede nasce da qui (s. Paolo ai Romani 10,17) e da qui nasce anche la vocazione: «In cammino verso il Giubileo – insegna papa Francesco – ritorniamo alla Scrittura […] àncora sicura e salda per la no­stra vita».
Ogni partenza guarda una meta promettente e desiderabile: nes­suno si mette in cam­mino senza il sogno e il gusto della meta. Ogni partenza è segnata da un primo passo possibile e dalla luce sufficiente per compierlo. Così è anche della vocazione che è intuita come una promessa, ma ha sempre bisogno di un pellegrinaggio interiore ed esteriore fatto di passi possibili, di incontri, di confronti, di ricerca e di decisioni.
Ecco allora l’invito per questo pellegrinaggio da compiere anzitutto attraverso le Scritture: sia la Parola di Dio a tracciare un cammino, far sorgere un invito, accompagnarti alla conoscenza di te e alla scoperta della realtà nella quale vivi, alle persone che ti stanno attorno, vicine e lontane e già da ora sono lì perché la tua vocazione si compia, insieme a qualcuno di loro e per amore di loro. La vocazione, infatti, non è mai soltanto “la mia” ma anche “la nostra” e sempre “a servizio di qualcuno”.

Porta

Attraversare una soglia, passare una porta è essere “portati” da un’altra parte. «Dal punto di vista simbolico, la Porta Santa assume un significato particolare: è il segno più carismatico, perché la meta è poterla varcare […]. Nel passare questa soglia, il pellegrino si ricorda del testo del capitolo dieci del Vangelo secondo Gio­vanni: «Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; en­trerà e uscirà e troverà pascolo». «Io sono ve­nuto perché abbiano la vita in abbondanza» (Vangelo di Giovanni 10, 10).
Nel pellegrinaggio della vita e della vocazione sempre abbiamo a che fare con il futuro, il desi­derio – come abbiamo ricordato sopra – che, tuttavia, non è da im­maginare rinchiuso nel domani ma nascosto nell’oggi, capace di rivelarsi attraverso le porte del presente, quelle so­glie che ogni giorno – e in particolare in qualche giorno preciso – invi­tano a essere attraver­sate.

Se ti stai domandando circa la tua vocazione – e se pensi che il Signore ti stia invitando a discernere sulla vita consacrata o sul ministero ordinato – ricorda che la sa­pienza della Chiesa ha strutturato ogni cam­mino di discernimento in passaggi successivi, attraverso soglie che vale la pena considerare nella loro giusta misura: all’inizio del cammino – si tratta del tempo che stai vivendo – la scelta non può già essere defi­nitiva! Quello su cui ti puoi domandare è se iniziare ad attraversare la porta che ti porta a compiere un primo passo, per approfondire di più l’intuizione che hai avuto. Per vedere, poi, se compiere un passo ulteriore. Non avere paura e buon pellegri­naggio!

(Michele Gianola, rivista SE VUOI 2/2025)


Nel link seguente condividiamo LO SCHEMA DELLA VEGLIA VOCAZIONALE “Credo. Spero. Amo”, che trovate pubblicata sul Testo Teenager 2025, da utilizzare per momenti di preghiera e celebrazioni della GMPV 2025!