HANABI

cooperazione e collaborazione

Ad Hanabi si gioca insieme come una squadra per organizzare il migliore spettacolo pirotecnico mai visto.
Il gioco è costituito da un mazzo di carte in cinque colori che rappresentano diversi fuochi d’artificio. Su ogni carta c’è anche un numero da 1 a 5. L’obiettivo comune è giocare a turno sul tavolo più carte possibili, suddivise in colonne in base al colore. L’unica regola è che all’interno di ogni colonna le carte devono essere giocate in ordine, dalla 1 alla 5. L’ordine in cui vengono giocati i colori non importa e non è necessario finire una colonna prima di iniziarne un’altra.

Tutto qui? No: la difficoltà è che devi tenere in mano le carte guardandone il dorso. In altre parole, non sai con quali carte stai giocando.
Troppo rischioso giocare carte a caso: se all’interno di una colonna la carta che giochi non è in sequenza numerica… hai fatto un errore e quando il gruppo arriva a tre errori in totale, la partita è persa. Fare le cose a caso, quindi, non è una buona scelta.
Se vuoi giocare bene, fai tesoro dei suggerimenti che ti danno i tuoi compagni di squadra: è possibile, infatti, invece di giocare una carta, indicare a un giocatore tutte le carte che nella sua mano sono di un certo colore oppure numero. Ti possono dire: “Questa carta è verde”, oppure: “Questa e questa sono dei 4”; e tu puoi spostare le carte in mano in modo da ricordare il consiglio. Chiaramente non ti possono dire numero e colore (“questa carta è un 4 verde”), perché ciascuno deve fare la sua parte… come quando ci danno un consiglio importante: può essere ascoltato e ricordato e, se è davvero buono, allora riorganizzi la tua vita.

In Hanabi, dunque, capisci quali sono le tue carte in base a cosa ti dicono gli altri. Può sembrare spiazzante perché sembra di non avere il controllo del gioco, ma se ci pensi è un’esperienza che facciamo tutti: anche attraverso la relazione con gli altri definiamo la nostra identità. Se sei intelligente, permaloso, sensibile o arrogante lo capisci anche in base alle relazioni che costruisci, a patto di accogliere consigli e critiche costruttive.
Se vuoi giocare la carta giusta allora ascolta, accogli e ricorda ciò che i tuoi compagni di gioco ti dicono.
E se volessi dare un suggerimento a un giocatore? Osserva la sua mano di carte e chiediti di quale consiglio ha veramente bisogno.
Ma le difficoltà non sono finite: nel gioco ci sono 9 gettoni. Ogni volta che un giocatore dà un suggerimento, ne scarta uno. Se sono finiti non puoi dare suggerimenti, però puoi eliminare una delle tue carte per recuperare un gettone.
Hanabi ci insegna che vale la pena rinunciare a qualcosa di sé per il bene di tutti.
Il gioco termina quando si esaurisce il mazzo di pesca. Più sono le carte giocate correttamente sul tavolo, più alto è il punteggio, frutto di interazioni fatte di attenzioni verso l’altro e rinunce personali per raggiungere un obiettivo comune.
Partita dopo partita si impara a comunicare e conoscersi meglio… e a migliorare il punteggio finale.

(Matteo Torricelli, rivista SE VUOI 1/2023)