LA VITA: un “gioco” di opportunità
Diciamolo: c’è gioco e gioco. Parlando di giochi da tavolo, c’è quello breve e divertente, quello lungo e “spaccacervelli”, quello in cui devi bluffare e quello in cui tutti fanno squadra contro il gioco stesso. Ne esistono davvero di tanti tipi, e gli esperti fanno persino fatica a trovare una definizione univoca e moderna di “gioco”. Tutti, però, sono concordi almeno su una cosa: il gioco, quando è serio (perché ricordiamoci che giocare è cosa seria) prevede che i giocatori debbano fare delle scelte. Solo così il gioco si fa interessante e coinvolgente e puoi migliorare la tua posizione rispetto agli avversari, rimanendo all’interno delle regole: qual è l’azione che mi permette ora di guadagnare più punti? Pesco una carta o uso le mie risorse per costruire una strada? Dove piazzo la tessera che ho in mano? Cosa dico senza far capire agli altri che sono un lupo? Il gioco genera domande sulle prossime mosse da fare e la strategia da adottare; trovare la risposta stando nelle regole del gioco, è l’essenza del gioco stesso. Come quando la vita ti mette di fronte a delle novità o a degli imprevisti, e tu prendi il coraggio a due mani e scegli di starci: seguendo le regole della vita, continui a camminare, anche se magari il percorso è cambiato.

“La vita è un gioco, giocalo” è una celebre frase di un componimento attribuito a Madre Teresa di Calcutta, che sembra quasi banalizzare la sacralità e la complessità della vita; tuttavia, se giocare significa discernere la migliore mossa in un labirinto di regole e sfide, allora appare chiaro che questa frase ci invita a impegnarci a fondo per “vincere”, cioè ci invita a operare scelte per diventare donne e uomini migliori.
Il gioco ci offre alternative da valutare per fare più punti, la vita ci offre opportunità da cogliere. In ogni caso, miglioriamo solo se scegliamo: in fondo, scegliere è l’espressione concreta della libertà che ci appartiene, ed è in questa libertà che scegliamo chi vogliamo essere.
Dicevamo, una delle caratteristiche che rendono un gioco tale, è la possibilità di fare delle scelte. Allora, se ci pensiamo bene, esistono giochi che non sono giochi (e sono pure famosi!). Nel classico Gioco dell’oca non puoi fare altro che tirare il dado e segnare il punteggio sul tabellone: di fatto si tratta di un gioco a chi arriva per primo al totale di 90 punti, sommando i risultati dei dadi tirati a turno dai giocatori. Oppure, quando giochi a Sasso, carta, forbici, puoi davvero dire che la scelta del gesto da fare con la mano sia basata su qualche logica? Non si tratta forse di un gesto buttato a caso, nella speranza di indovinare quello dell’avversario? Ci sono giochi che non sono giochi perché di fatto non esistono scelte da fare, e ci sono vite che non sono vite perché si lasciano scivolare addosso le opportunità. Farsi trasportare passivamente dagli eventi, abitare le situazioni con cuore indifferente, rifiutarsi di prendere posizione o di cercare la propria strada: sono tutti atteggiamenti che, se coltivati, rischiano di diventare abitudini, e così ti ritrovi fermo, scopri di non essere più capace di compiere le scelte che la vita ti impone e la Provvidenza ti propone. Scopri che in realtà stai tirando il dado meccanicamente, nella speranza di arrivare prima o poi al traguardo desiderato; oppure speri di indovinare presto o tardi quello che ti rende felice, senza accorgerti che stai giocando da solo, e che in questo modo la felicità non si raggiunge mai.
Quando giochi, se non hai la possibilità di scegliere… perdi l’entusiasmo, non ti senti stimolato, non ti diverti e puoi cambiare gioco. Ma la vita reale è un’altra cosa. “La vita è una opportunità, coglila”, o in altre parole, sceglila.
Scegli di vivere pienamente, scegli ogni giorno di lasciarti guidare da chi desidera la tua felicità, guardando alle Sue scelte e seguendo le Sue parole: “Rimanete nel mio amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena” (Gesù, nel Vangelo secondo Giovanni 15,9.11).
(Matteo Torricelli, rivista SE VUOI 2/2026)