… anche un cactus PUò FIORIRE?

Probabilmente tu sapevi già questa sensazionale notizia, io invece l’ho scoperta all’inizio della scorsa primavera, grazie a un mio compagno di corso che ogni giorno mi invitava, durante la pausa, ad andare a vedere se questa pungente pianta grassa fosse finalmente fiorita. Io non gli davo molto retta, perché mi sembrava alquanto bizzarro pensare che da quelle spine potesse sbucare qualcosa di diverso dalla mia paura di finirci dentro e invece fui costretta a ricredermi.

Quel momento arrivò e si portò via le mie parole! Quel momento, però, non arriva solo per una pianta, arriva anche per me, arriva per te quando non credi più di potercela fare e invece, inaspettatamente, ce la fai ancora. Quando hai paura di fidarti ancora di qualcuno eppure ne senti, follemente, ancora il bisogno. Arriva come un fiore tra le spine, come l’arcobaleno in mezzo alla tempesta, come una risurrezione dopo una croce… arriva e non sempre lo hai deciso tu, eppure arriva.

La natura ci insegna che c’è sempre più vita di quella che vediamo noi, nelle piante, ma soprattutto negli uomini. Credo sia questo, in fondo, lo sguardo che il Signore ha sulla nostra storia.

Lui sa chi siamo e cosa può chiederci o non chiederci.

Questa certezza dovrebbe quasi fissare il cuore in pace tra i tormenti, perché consapevole che non c’è nulla di ciò che ci accade che non possiamo sopportare e non perché siamo supereroi, ma perché la nostra forza è la sua cura. È cosi che si diventa capaci di vedere oltre, mentre siamo nella notte. Di portare – come dice Ultimo in una sua canzone –, il sasso di campagna a diventare oro o di rimanere – come dice Gandhi –, a danzare anche sotto la pioggia.

(Roberta La Daga, rivista SE VUOI 3/2024)