Rearm Europe… o Peace for Europe ?

«Rearm Europe». Davvero 800 miliardi di euro per gli armamenti in Europa possono garantire stabilità e sicurezza? Andrea Tornielli (direttore editoriale del Dicastero per comunicazione della Santa Sede) cerca di rispondere a questa domanda. Riportiamo di seguito una parte del suo articolo pubblicato sull’Osservatore Romano del 6 marzo scorso.
Forse siamo davvero chiamati a risvegliare la nostra coscienza e il nostro pensiero verso uno schema creativo capace di stabilire la PACE anziché puntare tutto su uno schema distruttivo che impone la guerra attraverso strumenti di morte che sono proprio le armi.

«L’Europa, negli ultimi tre anni, si è purtroppo dimostrata incapace di iniziativa e creatività diplomatica. È sembrata in grado soltanto di rifornire di armi l’Ucraina ingiustamente aggredita dalle truppe russe, ma non di proporre e perseguire, al contempo, concrete vie negoziali per mettere fine al sanguinoso conflitto. E ora si prepara ad investire, sulla scia di analoghe iniziative prese da altre potenze mondiali, la cifra esorbitante di 800 miliardi in armi. Non li investe per combattere la povertà, per finanziare programmi in grado di migliorare le condizioni di vita di chi fugge dai propri Paesi a causa di violenze e miseria, per migliorare il welfare, l’educazione e la scuola, per garantire un futuro umano alla tecnologia, né per assistere gli anziani. Li investe per gonfiare gli arsenali e dunque le tasche dei fabbricanti di morte, nonostante già oggi la spesa militare dei Paesi dell’Unione superi quella della Federazione Russa. È davvero questa la via da seguire per assicurare un futuro di pace e prosperità al Vecchio Continente e al mondo intero? Davvero la corsa al riarmo ci garantisce? Davvero è qui la chiave per ritrovare le nostre radici e i nostri valori?
[…] Ha detto in una recente intervista il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin: “La pace autentica nasce dal coinvolgimento di tutte le parti in causa. Bisogna che ciascuno abbia qualcosa, in un compromesso nessuno può avere tutto e tutti devono essere disposti a negoziare qualcosa. Altrimenti la pace non sarà mai stabile e duratura. Bisognerà tornare a questo stile, altrimenti il mondo diventerà una giungla e ci saranno soltanto conflitti, con il loro terribile portato di morte e distruzione”» […]
(di Andrea Tornielli, estratto dall’Osservatore Romano del 06 marzo 2025)

Per la lettura integrale dell’articolo clicca sul link

https://www.osservatoreromano.va/it/news/2025-03/quo-054/domande-sul-riarmo-in-un-mondo-sempre-meno-capace-di-diplomazia.html