A te le tue scelte
di Federica Cammarata
Daniel Zaccaro ha 27 anni e ha completato il corso di studi in Scienze della formazione. Ad applaudirlo all’Università Cattolica c’era anche la Pm del Tribunale per i minorenni che all’epoca rappresentò la pubblica accusa in tutte le udienze. Già… perchè rapine, violenza, furiosi pestaggi per lui erano all’ordine del giorno!
Chi sei oggi?
Oggi sono me stesso e già questo è un bel traguardo. Mi sento ambizioso, curioso di scoprire tanto di me e del mondo che mi circonda, ma a volte anche indurito con alcune situazioni che incontro, forse dovuto alla mia esperienza. Prendo tutto come sfida per superarmi. Qualsiasi difficoltà incontri. Il mio sogno più grande è fare il formatore. Mi piacerebbe lavorare con adulti e ragazzi nei vari sistemi e modelli di apprendimento. Sembra un po’ un’utopia, ma ciò che ho imparato nei contesti ad alta intensità di relazioni vorrei applicarlo nei contesti lavorativi. Mi piacerebbe anche avere una famiglia e sentirmi sempre importante e utile per tutti quelli che mi circondano.
Guardandoti indietro, chi eri?
Alle medie incominciarono i primi casini. Nel giro di tre anni mi beccai quattro sospensioni, ma terminai con ottimi risultati. Arrivò il periodo del cosiddetto debutto sociale alle superiori.
Iscritto a idraulica passai quattro anni di inferno, odiando i miei studi, la scuola e i miei compagni di classe per cui non provavo né amicizia né alcun tipo di stima. Il mio quartiere era la mia seconda casa, se non la prima a volte. A Quartoggiaro l’affetto, la stima e la considerazione puoi averla solo se dimostri, solo se appari, solo se possiedi. Ma anche se sei il più forte, il più coraggioso, il più criminale, il più prevaricatore. Ed è in questa cornice culturale che la mia storia cambia. Dopo i primi furtarelli di vario tipo e qualche rapinetta ai bravi ragazzi del centro, io e il mio amico a 17 anni scegliamo di fare il passo che ci avrebbe compiuto a livello delinquenziale: una rapina in banca. Dentro 3 minuti e a 17 anni avevo 10.000 euro. I quattro mesi successivi, altre due rapine, con un bottino di 30.000 euro. Il mondo ci sembrava ai nostri piedi. Eravamo pieni di soldi, amici e adrenalina che ci pulsava nelle vene a ritmo di reati.
Poi è arrivato il carcere minorile e la Comunità Kayros. “Cosa” ti ha fatto diventare quello che sei oggi?
Mi ricordo un episodio in particolare: avendo il rientro alle 21 in Comunità una sera, in giro con i miei amici di vecchia data, a un quarto d’ora dal coprifuoco mi venne la voglia di rimanere fuori con loro a continuare la serata. Così tutto deciso chiamai don Claudio per ricevere risposta. Abituato all’impartizione di ordini, la sua risposta mi spiazzò: “Decidi tu, hai 20 anni, sai i rischi che possono esserci, io non posso sostituirmi a te e alle tue scelte…”. Da qui, con i giusti tempi, qualcosa cambiò. Ma ciò che mi ribaltò completamente fu il rapporto con don Claudio. Riusciva sempre a spiazzarmi per come affrontava la vita, per il significato che dava alle scelte, ai suoi pensieri e quanto scommettesse sulla libertà. Una delle tante cose che mi colpì fu il disarmante amore per come lasciava me e altri ragazzi liberi di fare la propria strada, anche rischiando, perché “non c’è educazione senza rischio”.
Crescere e diventare adulti non è facile. Mai indolore. Cosa suggeriresti a chi sta lottando per crescere?
È proprio attraverso la sofferenza, l’introspezione e il confronto con chi le ha vissute prima di te, che la tua vita può migliorare. Essere maturi e adulti significa ascoltare e fidarsi. Tante volte mettendo in conto che prima o poi qualcuno ti possa “tradire” o deludere, ma avendo in mente che è magnificamente umano. Anche perché nessuno è immune dagli sbagli. Chi vuole crescere deve inevitabilmente mettere in discussione quella parte di sé di cui è custode geloso, essere pronto a farsi giudicare e avere il coraggio di guardare in faccia i propri limiti. L’altro è uno specchio. Le nostre relazioni possono essere in modo ineluttabile il bello o il cattivo tempo, ma pur sempre un tempo da vivere come protagonisti.
(da SE VUOI 4/2020)
