Quando un sogno si realizza

Intervista a Giovanni Celeste Benvenuto

– Ciao Giovanni, sappiamo di te che sei titolare, in Calabria, di una cantina che ha delle caratteristiche speciali… Vuoi raccontarci?

Certamente! La caratteristica speciale della mia cantina è quella di essere stata la prima in Calabria a vinificare lo Zibibbo sia nella versione secca che passita e pertanto il primo a riportare in auge una tradizione secolare che altrimenti sarebbe caduta nel- l’oblio. Oltretutto abbiamo permesso la nascita di un presidio slow food dal nome Zibibbo di Pizzo.

– Sei nato in Abruzzo, eppure hai iniziato questa attività in Calabria. Cosa ti ha portato lì? E come e quando ti è nata l’idea?

Ho scelto di lasciare l’Abruzzo per un amore indotto da mio padre e per una terra che mi aveva rapito il cuore: mio padre, calabrese di origine, da giovane partì per il centro Italia, ma portò con sé l’amore per la propria terra e, senza volerlo, l’ha trasmesso anche a me, che ogni anno per più volte andavo in vacanza dai parenti. Le radici sono profonde e crea-no dei legami indissolubili. Così, all’età di 18 anni, scesi in Calabria per recuperare le terre di mio nonno, dove le vigne da lui coltivate erano in stato di abbandono. Seppur lontano dalla famiglia, ma sempre con il loro sostegno, ho recuperato queste vigne, reimpiantato altre e per primo, dopo secoli di lassismo, ho recuperato lo Zibibbo e l’ho vinificato per primo come vino IGP. Ci sono voluti 18 anni di lungo lavoro ma alla fine ci sono riuscito!

– Immagino che, insieme a tante soddisfazioni, ci siano e ci sono state difficoltà. È così? E facendo un bilancio tra difficoltà e soddisfazioni: ne vale la pena?

Sì, senza dubbio le difficoltà, soprattutto in questo periodo storico, non mancano. Bisogna battersi quotidianamente e farsi carico di molti sacrifici altrimenti non è possibile farcela, ma con costanza e deter- minazione si può riuscire. Al netto di tutto ciò: sì, rifarei tutto, almeno ho lasciato un segno e se lo Zibibbo in Calabria è tornato a essere un vino è merito di questi sacrifici.

– A tutti quei giovani che hanno idee e progetti e, al contempo, paure e dubbi… cosa diresti?

Direi di non illudersi. Nessuno deve illudervi. È dura, non sarà facile, nessuno vi regalerà nulla, non si avranno risultati senza grandi sacrifici, senza determinazione, senza l’onestà ma… non deve illudervi neanche chi vi dice che non si può fare. Se avete un sogno, se amate veramente fare qualcosa, se sentite che siete nati con quel talento, ascoltate solo il vostro cuore e diventate sordi a ogni scoraggiamento. La determinazione e la capacità di sacrificio vi porteranno dove vorrete, ma dovete crederci.

(SE VUOI 2/2020, rubrica “Io Ce l’ho fatta!”, a cura di Federica Cammarata)