Lina, Giuseppe e P. Andrea hanno visitato la Siria nell’estate del 2023. Per loro, le drammatiche notizie degli ultimi giorni riguardanti la Siria si sono subito “tradotte” nei volti, nelle storie e nelle persone che li hanno accolti come fratelli e amici. Hanno per questo sentito l’esigenza di raggiungere tutti e ciascuno con una lettera.
Questo è invece il link per leggere la testimonianza di Giuseppe appena ritornato dalla Siria pubblicata su SE VUOI 6/2023: https://apostoline.it/sevuoi/testimonianze/grazie-siria/
Napoli-Roma, 03 dicembre 2024
san Francesco Saverio
Carissimi amici e amiche della Siria,
siamo Lina, Giuseppe e p. Andrea. Forse vi ricordate di noi: siamo stati vostri ospiti nel mese di agosto del 2023. Siamo una giordana (focolarina) e due italiani (un laico e un sacerdote). È passato ormai più di un anno da quando ci siamo incontrati. Vi scriviamo con molta semplicità ma allo stesso tempo con un grande dolore provocato dalle notizie che stanno arrivando in Italia e che riguardano la situazione molto pericolosa dei bombardamenti e della guerra, soprattutto nella regione di Aleppo.
È impossibile non provare dolore quando le persone che abbiamo conosciuto, che ci hanno accolto nelle loro città e nelle loro case e che condividono la nostra stessa fede sono in ansia, in pericolo, senza acqua, con poco cibo e con la paura di una guerra in corso.
Proprio ricordando il grande bene che ci avete voluto, la testimonianza di fede e di forza che ci avete trasmesso, le lacrime e le condivisioni che ci siamo scambiati abbiamo deciso di renderci presenti a voi con questa lettera.
La prima cosa che ci viene da dirvi è chiedervi scusa: vi chiediamo scusa perché ci sentiamo impotenti di fronte alla situazione che state vivendo nel vostro Paese. Il nostro Paese, l’Italia, è preoccupato (assieme all’Unione Europea) di salvaguardare i propri interessi e a non dare fastidio ai propri “alleati” invece di operare per la pace e il diritto di tutte le persone -anche in Siria- di vivere una vita serena, tranquilla e libera.
Abbiamo pensato di scrivervi per dirvi che vi stiamo pensando, che stiamo pregando per voi, che vi siamo vicini come amici e come chiesa. Sappiamo bene che le parole non risolvono le situazioni difficili, sappiamo anche che è troppo facile per chi vive in pace e nella serenità scrivere parole di incoraggiamento per chi vive il disagio, la paura e la violenza… Tuttavia, come abbiamo condiviso con voi quando eravamo tra di voi noi crediamo fermamente che:
“Dio ha disposto il corpo perché non vi sia divisione,
ma anzi le varie membra abbiano cura le une delle altre.
Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme;
e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui”. (1 Corinzi 12,25-26)
Il corpo è quello della chiesa: quindi se voi, che siete membri della chiesa, soffrite, anche noi, membri della stessa chiesa di Cristo, soffriamo con voi. Se la politica, l’economia, gli interessi degli stati, gli equilibri internazionali, le guerre ci dividono, la nostra Fede in Cristo Risorto, invece, ci unisce.
Il nostro desiderio è di poter tornare a trovarvi e di vedere che state bene, ma è anche quello di sapervi liberi di poter venire da noi, in Italia e di essere nostri ospiti: speriamo che questo giorno arrivi presto!
Preghiamo per voi, perché abbiate pace, libertà, il giusto benessere per poter vivere con dignità; voi pregate per noi perché abbiamo il coraggio di alzare la voce, di essere “costruttori di pace” rinunciando ai nostri interessi e al nostro finto benessere. Preghiamo insieme perché durante questo Avvento possiamo aspettare tutti assieme Gesù che è il fratello e il salvatore di tutti.
Vi salutiamo con tanto affetto e vi auguriamo un buon e santo Natale di Gesù.
Lina, Giuseppe, p. Andrea