C’è una Parola che è stata scritta per te, per la tua vita e fa parte della tua storia, è la Parola di Dio. Una lettera che arriva lungo il cammino di millenni di uomini e donne chiamati da Dio.
Oggi ti è consegnata questa parola, non come una fra le tante, ma come un dono speciale, un INIZIO perché tu possa capire il dono originale che sei e diventare anche tu Parola per gli uomini e le donne del tuo tempo.
Questo e molto di più è lo Spazio Bibbia… per affondare le nostre radici in Cielo e tenere gli occhi ben aperti sulla Terra.
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Benedette sproporzioni!
5 pani e 2 pesci. “Che cos’è questo per tanta gente?” (Gv 6,9; Cf Lc 9,11-17). Che cos’è l’esperienza della fede se non una sproporzione tra terra e Cielo, tra quello che siamo e quello che Dio può compiere con la sua benedizione partendo dal poco che c’è?
È stupefacente un Dio che, nell’arte di creare, sceglie di giocare. E il mondo che ci ha donato risponde al gioco, basti pensare alle nuvole, o alla potenza stupefacente dell’acqua, ai milioni di stelle che ci permettono di sognare… Chissà che dal nostro Dio non possiamo imparare, come ci insegnano questi testi antichi, a prenderci meno sul serio e a lasciare che il mondo, creato per noi, ogni tanto, ci coinvolga nella sua danza felice.
Feriale e semplice, spazio di quotidiane routine, amata e arredata, piccola o grande, la casa è il luogo dove ti costruisci come persona. La casa, dalla lingua greca òikos oppure oikìa, è il luogo dove la Chiesa nasce e si riunisce.
Il cammino della Chiesa è fatto di un tempo lungo fatto di tanti momenti di grazia in cui ci accorgiamo che Dio volge il suo sguardo su di noi. E tutto, la vita quotidiana, e quelle cose uniche che la rendono bella, sono di Dio, dice Gesù.
Parlare di pace non è mai semplice o scontato, soprattutto in questo tempo. Sin dai primi passi della Chiesa la pace passa attraverso una grande tensione ed è il frutto di discernimento, dialogo e assunzione di responsabilità.
Chissà che questa geografia non abbia da dire qualcosa anche a noi su come sia importante a volte “fare marcia indietro” e assicurarsi che l’altro stia bene, che le incomprensioni siano sanate. Non occorre arrivare ai propri obiettivi, persino evangelici, se abbiamo perso per strada qualcuno.
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