C’è una Parola che è stata scritta per te, per la tua vita e fa parte della tua storia, è la Parola di Dio. Una lettera che arriva lungo il cammino di millenni di uomini e donne chiamati da Dio.
Oggi ti è consegnata questa parola, non come una fra le tante, ma come un dono speciale, un INIZIO perché tu possa capire il dono originale che sei e diventare anche tu Parola per gli uomini e le donne del tuo tempo.
Questo e molto di più è lo Spazio Bibbia… per affondare le nostre radici in Cielo e tenere gli occhi ben aperti sulla Terra.
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Quel meraviglioso senso del limite
Quali sono le cose che contano davvero nella vita? Se tutto è vanità, hebel, soffio inconsistente, c’è allora qualcosa per cui valga la pena questo nostro esserci? Qoelet non si è dato pace, senza rassegnazione ha ricercato e indagato ogni faccenda e occupazione che l’uomo da sempre compie “sotto il sole” (Qo 1,3)…
Questo episodio della vita di Abramo ci mostra quanto il Signore osi nel coinvolgersi con l’uomo e nell’avvicinarsi a lui, a tal punto da stare alla sua presenza. Il peccato di Sodoma e Gomorra, come si vedrà dopo, è proprio quello invece di rifiutare qualsiasi vicinanza di Dio.
Il modello positivo dell’accoglienza è quello offerto da Abramo e Sara in Genesi 18. Abramo corre incontro ai tre sconosciuti – che noi lettori sappiamo essere il Signore che lo visita -, e gli fa preparare da Sara nella tenda un pranzo da re. C’è gratuità, empatia, comprensione nel cuore di Abramo.
La parola di un Dio così straordinario, operatore di prodigi, tuttavia non è fuori dalla portata dell’uomo perché Egli stesso non l’ha nascosta tra le stelle del firmamento ma l’ha posta sulla bocca perché possiamo, allora come oggi, comunicarla e persino “mangiarla”, immagine metaforica che usa per esempio il profeta Ezechiele oltre che il Deuteronomio stesso (cfr. Dt 8,3/ Ez 2-3). Non l’ha posta negli abissi del mare ma nel profondo del cuore perché possiamo “farla”, metterla in pratica, trasformarla in gesti concreti (cfr. Lc 10).
Come dopo un esame andato male, un fallimento lavorativo o una grande delusione d’amore, così il Signore si fa vicino concretamente al suo popolo che vive l’amarezza, la stanchezza, l’abbandono. È il tempo della consolazione, di accendere il desiderio, la nostalgia di casa, attraverso il dono della Parola.
Gesti non richiesti, come quelli di Elia e Eliseo, parlano di una passione per il Regno di Dio in cui si ha voglia di fare qualcosa che non necessariamente serve ma che, silenziosamente, dice tanto del proprio modo di vivere l’amore che, è fatto, tante volte, di “gesti in più” che non servirebbero ma sono fondamentali per chi ama e per chi è amato.
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