19 Marzo 2021
- Suore Apostoline, Spazio Bibbia, Bereshit

Commento alla prima Lettura della V DOMENICA DI QUARESIMA (ANNO B) a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dal libro del profeta Geremia (31,31-34)

Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali con la casa d’Israele e con la casa di Giuda concluderò un’alleanza nuova. Non sarà come l’alleanza che ho concluso con i loro padri, quando li presi per mano per farli uscire dalla terra d’Egitto, alleanza che essi hanno infranto, benché io fossi loro Signore. Oracolo del Signore. Questa sarà l’alleanza che concluderò con la casa d’Israele dopo quei giorni – oracolo del Signore -: porrò la mia legge dentro di loro, la scriverò sul loro cuore. Allora io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, dicendo: «Conoscete il Signore», perché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande – oracolo del Signore -, poiché io perdonerò la loro iniquità e non ricorderò più il loro peccato.


Il profeta Geremia è l’unico a cui spetta l’annuncio di un’alleanza nuova (espressione che compare solo in questo testo per tutto l’Antico Testamento) che Dio intende concludere con il suo popolo. Nella prima alleanza Dio «prese per mano» i padri del popolo di Israele per condurli fuori dall’Egitto: immagine bellissima per ricordare la fuga dal faraone e il passaggio del mare  che avvennero di notte, al buio, di corsa per la paura di essere inseguiti. Ce li immaginiamo questi uomini e queste donne che lasciano tutto così com’è, che prendono i pani ancora da lievitare (azzimi) e incominciano a correre con il Signore che li prende per mano come per far accelerare loro il passo, per far sì che non cadano.

La seconda e nuova alleanza, visto che la prima è dimenticata dal popolo, vede Dio intento in un’altra azione a favore di Israele, quella di scrivere. Che cosa? Le sue parole di salvezza e di liberazione perché il suo popolo non cada nella tentazione di una nuova schiavitù, ma in una nuova amicizia con lui. Dove? Il Signore non scrive sulle tavole di pietra ma sul cuore. Il cuore, in ebraico, è il centro della persona, della volontà, dei sentimenti, delle emozioni, soprattutto il luogo in cui si sceglie. Lì, «dentro», dice il Signore a Geremia per essere chiaro, Egli scriverà di sé. Dio scrive di sé e delle sue Parole, dentro di noi, nell’intimo, lì dove coltiviamo la forza e il coraggio di amare. Dio incide (questo alla lettera il verbo) il suo ricordo lì dove ognuno di noi si raccoglie per stare con se stesso, nel cuore. Dio imprime dentro di noi il desiderio di Lui perché anche noi come quei greci del Vangelo di Giovanni possiamo chiedere: «Vogliamo vedere Gesù» (Gv 12,21).


Qôl/call

L’alleanza nuova è un nuovo passo nella relazione con il Signore, nuove parole, nuovi appuntamenti, nuova possibilità di stare insieme nel nostro «oggi», fatto della sua presenza. Che sia sempre come un giorno nuovo, Signore, quello che viviamo con te, fatto di un amore saldo ma di giorni leggeri in cui tu puoi attirarci a te come la prima volta che ti abbiamo incontrato.
Di quale novità ha bisogno la nostra vita, ora?

sr. M. Francesca 
frasca.mfrancesca@apostoline.it