notizia

Il novilunio e lo shabbát

Quello che Amos sta denunciando non è solo l’ingiustizia nella società ma anche una deriva del culto, svuotato del suo senso. Tutte e due queste feste servivano a scandire il tempo umano: il novilunio, i mesi; il sabato, le settimane. Ciò significa che il tempo, per i potenti di Israele, non è più il tempo di Dio.

scopri di più
notizia

Più grande del nostro cuore

Se siamo incerti, in balìa delle nostre strategie per non “soccombere” sotto il peso delle nostre riflessioni, a volte incapaci di darci stabilità, sollievo, “aria”… possiamo, come Salomone, chiedere al Signore di darci la sua Sapienza: per essere presi per mano a scoprire la presenza di Dio nel corso della storia, in fondo, quello che ci serve è accorgerci che non siamo soli.

scopri di più
notizia

Tutti

Cosa dice, allora, questo testo a noi oggi?
L’importanza di rivivere, non solo ricordare, ogni liberazione e la liberazione definitiva operata da Dio nella Prima Pasqua e nella Pasqua definitiva vissuta da Gesù.
Quella notte è ogni nostra notte in cui abbiamo scoperto una luce che veniva da Lui, in cui non ci siamo sentiti soli ma siamo diventati “un popolo” con chi ci era accanto.

scopri di più
notizia

Quella notte…

Cosa dice, allora, questo testo a noi oggi?
L’importanza di rivivere, non solo ricordare, ogni liberazione e la liberazione definitiva operata da Dio nella Prima Pasqua e nella Pasqua definitiva vissuta da Gesù.
Quella notte è ogni nostra notte in cui abbiamo scoperto una luce che veniva da Lui, in cui non ci siamo sentiti soli ma siamo diventati “un popolo” con chi ci era accanto.

scopri di più
notizia

Alla sua presenza

Questo episodio della vita di Abramo ci mostra quanto il Signore osi nel coinvolgersi con l’uomo e nell’avvicinarsi a lui, a tal punto da stare alla sua presenza. Il peccato di Sodoma e Gomorra, come si vedrà dopo, è proprio quello invece di rifiutare qualsiasi vicinanza di Dio.

scopri di più
notizia

Una straordinarietà a portata di mano

La parola di un Dio così straordinario, operatore di prodigi, tuttavia non è fuori dalla portata dell’uomo perché Egli stesso non l’ha nascosta tra le stelle del firmamento ma l’ha posta sulla bocca perché possiamo, allora come oggi, comunicarla e persino “mangiarla”, immagine metaforica che usa per esempio il profeta Ezechiele oltre che il Deuteronomio stesso (cfr. Dt 8,3/ Ez 2-3). Non l’ha posta negli abissi del mare ma nel profondo del cuore perché possiamo “farla”, metterla in pratica, trasformarla in gesti concreti (cfr. Lc 10).

scopri di più