18 Dicembre 2020
- Bereshit, Spazio Bibbia

Commento alla prima Lettura della IV DOMENICA DI AVVENTO
(ANNO B) a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dal secondo libro di Samuele (7,1-5.8-12.14.16)

Il re Davide, quando si fu stabilito nella sua casa, e il Signore gli ebbe dato riposo da tutti i suoi nemici all’intorno, disse al profeta Natan: «Vedi, io abito in una casa di cedro, mentre l’arca di Dio sta sotto i teli di una tenda». Natan rispose al re: «Va’, fa’ quanto hai in cuor tuo, perché il Signore è con te». Ma quella stessa notte fu rivolta a Natan questa parola del Signore: «Va’ e di’ al mio servo Davide: Così dice il Signore: Forse tu mi costruirai una casa, perché io vi abiti? Io ti ho preso dal pascolo, mentre seguivi il gregge, perché tu fossi capo del mio popolo Israele. Sono stato con te dovunque sei andato, ho distrutto tutti i tuoi nemici davanti a te e renderò il tuo nome grande come quello dei grandi che sono sulla terra. Fisserò un luogo per Israele, mio popolo, e ve lo pianterò perché vi abiti e non tremi più e i malfattori non lo opprimano come in passato e come dal giorno in cui avevo stabilito dei giudici sul mio popolo Israele. Ti darò riposo da tutti i tuoi nemici. Il Signore ti annuncia che farà a te una casa. Quando i tuoi giorni saranno compiuti e tu dormirai con i tuoi padri, io susciterò un tuo discendente dopo di te, uscito dalle tue viscere, e renderò stabile il suo regno. Io sarò per lui padre ed egli sarà per me figlio. La tua casa e il tuo regno saranno saldi per sempre davanti a me, il tuo trono sarà reso stabile per sempre».


La I Lettura di questa domenica ruota intorno ad un unico termine: casa. Bellissimo il desiderio del re Davide di costruire una casa per Dio, di fargli una dimora degna, pari a quella di un re. Dio accoglie il desiderio di Davide a modo suo e, attraverso il profeta Natan, rilancia. Non sarà Davide a fare una casa a lui ma Lui a fare a Davide una casa. Solo che il testo originale, alla lettera, può essere tradotto così: «Dio farà di te una casa» e quel «farà» è, lo sappiamo, uno dei verbi che Dio “usa” quando crea il mondo. Se Davide vuole costruire, Dio vuole creare. Come? Trasformando e riformulando le nostre parole e liberando i nostri desideri.

Se Dio si fosse fermato alle parole di Davide, lui avrebbe perso orizzonti più grandi. Avrebbe perso la possibilità di riconoscersi padre di una grande discendenza invece che costruttore di templi. Dio riformula le nostre parole perché possiamo «essere casa». Maria, alla richiesta dell’angelo, trasforma il suo grembo in una casa per il Dio fatto uomo (Lc 1,26-38). Noi possiamo «essere casa» per Dio, per noi stessi, per gli altri… Possiamo cioè fare in modo che, da noi, ciascuno si senta comodo, sicuro, a proprio agio, libero perché anche noi ci sentiamo così. «Essere casa» è innanzitutto esserci in questo mondo ricco di contraddizioni ma anche di bellezza perché creato per noi, apposta, da Dio.


Qôl/call

Fa o Signore che desideriamo lasciarti «fare» di noi e con noi un progetto grande, bello, unico secondo i tuoi desideri.

sr. M. Francesca 
frasca.mfrancesca@apostoline.it