10 Febbraio 2023
- Spazio Bibbia, Bereshit

Commento alla prima Lettura della VI Domenica del T.O. (ANNO A),
a cura di M.Francesca e Letizia ap

Dal libro del Siràcide (15,16-21 NV)

Se vuoi osservare i suoi comandamenti, essi ti custodiranno;
se hai fiducia in lui, anche tu vivrai.
Egli ti ha posto davanti fuoco e acqua:
là dove vuoi tendi la tua mano.
Davanti agli uomini stanno la vita e la morte, il bene e il male:
a ognuno sarà dato ciò che a lui piacerà.
Grande infatti è la sapienza del Signore;
forte e potente, egli vede ogni cosa.
I suoi occhi sono su coloro che lo temono,
egli conosce ogni opera degli uomini.
A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.

Una regola che non ingabbia ma che custodisce. Così i testi sapienziali della Bibbia,
tra cui il Siracide, ri-presentano la Legge, la Torah di Mosè. Quella dei libri sapienziali è una grande risposta a un cambio d’epoca, che tanto somiglia al tempo che stiamo vivendo.
La Sapienza ordinatrice, presenza di Dio nel mondo continuamente all’opera nella creazione, pervade e regola l’universo. La Sapienza del Signore ha accompagnato il popolo con il dono della Legge, sintetizzata nelle 10 parole, dono per restare liberi. Ma è a partire dall’esistenza quotidiana e familiare – vera novità che la letteratura sapienziale pone al centro dell’attenzione -, che Dio viene in aiuto con la sua presenza. Si riparte dal quotidiano vivere, dunque, restituendolo alla dignità che ha nel progetto di Dio. Da quei piccoli, impercettibili appelli che ogni giorno chiedono una risposta, un di più di attenzione, amore, pazienza: in una parola, un di più di vita.

Nel contesto sapienziale, l’atteggiamento e il segreto per un’esistenza che sappia di qualcosa diventa il timore del Signore. Forse non bastava la Legge a generare la paura di essere puniti da Dio se trovati trasgressori? Che novità è mai questa?
Certamente la relazione con Dio non può basarsi sulla paura! Il timore del Signore, che Egli ricerca nella persona che lo segue, è piuttosto vivere consapevoli di stare davanti a Lui. È sentire che il Signore è vivo e noi viviamo per Lui.
Da qui la fiducia che porta il credente ad agire, scegliere, relazionarsi con gli altri… fare tutto in accordo con la presenza di Dio vicina alla propria vita. Ecco cos’è, nel pensiero biblico, il timore del Signore e si traduce in pratica nell’osservanza dei suoi comandamenti riconosciuti come vincolanti sì, ma non per mortificare le possibilità di vita, bensì come alleati alla nostra riuscita.


Qôl/call

“Aprimi gli occhi perché io consideri le meraviglie della tua legge” (dal Sal 118). Che possiamo andare al cuore delle cose e vederle nella loro pienezza, per riscoprire il senso della Legge, quella di Mosè, che Gesù ci riconsegna liberandola dagli orpelli di un’osservanza stantìa e formale (Cf Mt 5,17-37). Allora, sì, vedremo la meraviglia di poter scegliere la vita!

sr. Letizia 
molesti.l@apostoline.it