16 Febbraio 2026
- Laboratori delle buone pratiche

La nostra vita è un giardino pieno di sogni pronti a fiorire, di frutti che attendono il tempo giusto per maturare, di sapori e profumi che chiedono di sprigionarsi. Ma è anche attraversata da paure, preoccupazioni e situazioni che a volte rallentano il cammino e soffocano la vita.

Ti proponiamo alcune attività e schemi di preghiera – da realizzare con l’utilizzo dell’HOPE COUPON + SEMI – per aiutare il futuro a sbocciare: un percorso per riconciliarsi con se stessi, con la vita, con gli altri e, soprattutto, con Dio. Un’occasione speciale per il tempo di Quaresima, ma preziosa in ogni momento dell’anno.

Attività: CHIAMATI A CRESCERE

  • Scheda esame di coscienza per ragazzi
  • Scheda esame di coscienza per adolescenti
  • Scheda esame di coscienza per giovani

1. Titolo dell’attività

CHIAMATI A CRESCERE
Un laboratorio esperienziale sulla crescita interiore e la disponibilità ad accogliere la Parola.

Ragazzi, adolescenti e giovani (11-30 anni)
Adatto anche a gruppi misti con età e maturità diverse.

  • 10 min – Introduzione e ambientazione
  • 25 min – Esperienza dei quattro terreni
  • 20 min – Momento personale e scelta del “terreno”
  • 15 min – Condivisione e conclusione
  • Riconoscere che la crescita personale e spirituale richiede tempo, cura e disponibilità.
  • Riflettere sui propri atteggiamenti interiori: cosa facilita o ostacola la “vita nuova” in noi.
  • Sperimentare in modo concreto e sensoriale il linguaggio simbolico della parabola del seminatore.
  • Scegliere con consapevolezza dove e come “piantare” i propri semi di impegno, ascolto e fiducia per alimentare la speranza

Speranza – Accoglienza – Fiducia – Perseveranza – Cura – Ascolto – Trasformazione

  • 4 spazi di terreno o simboli dei terreni (in fila o disposti in cerchio):
    • Lastra dura o vassoio con poca terra (che evochi la strada)
    • Terra con sassi
    • Terra con rovi, erbacce o rami
    • Terra buona, morbida e fertile
  • Hope Coupon con Bustina di semi (di Papavero Californiano, Pomodori o Menta).
  • Pennarelli o matite
  • Cartellone o quaderno per scrivere conclusioni o riflessioni
  • Eventuale musica di sottofondo per creare atmosfera

Allestire il luogo come una piccola serra simbolica, un ambiente accogliente e luminoso.
Disporre i quattro terreni in modo chiaro (può essere in cerchio o lungo un corridoio).
Alternativa Outdoor: realizzare l’esperienza in natura (orto, giardino, parco).

Ogni partecipante riceve un Hope Coupon
con dentro la bustina di semi.


L’educatore spiega che la vita è sempre un tempo di crescita, come il cammino di un seme che può fiorire se trova terreno buono.
Invita poi i ragazzi, gli adolescenti o i giovani ad aprire la bustina e tenere in mano i semi e a guardarli con attenzione: sono un piccolo simbolo della loro vita.

“Ogni seme contiene una promessa di vita, ma ha bisogno di un terreno che lo accolga.”

Accompagnati dall’educatore, i ragazzi, i teen o i giovani attraversano o esplorano i quattro tipi di terreno, toccandoli o camminandoci sopra.
Ad ogni passaggio si dialoga brevemente su:

  • Cosa si prova nel toccare questo terreno?
  • Che fine farebbe un seme piantato in questo tipo di terreno?
  • Cosa ti fa venire in mente nella tua vita?

L’educatore pone la domanda guida: “DOVE VUOI METTERE I TUOI SEMI OGGI?”
Ogni ragazzo sceglie in quale terreno deporre metà dei suoi semi, spiegando o scrivendo perché ha scelto quel terreno. L’altra metà si invita a conservarla per la parte conclusiva dell’attività.
È possibile mettere i semi in più terreni diversi, spiegando le motivazioni della scelta.

L’educatore presenta la scena come un racconto che prende vita e racconta in modo semplice la Parabola del seminatore (Mt 13,1-9): “Un seminatore è uscito a seminare… e ha gettato lo stesso seme dappertutto.”
Nel narrare richiama la spiegazione simbolica dei quattro terreni:

  1. La strada – il seme non entra: ascolto superficiale.
  2. Il terreno sassoso – entusiasmo iniziale, ma poca profondità.
  3. Il terreno con le spine – troppe distrazioni e preoccupazioni soffocano la vita.
  4. La terra buona – accoglienza, fiducia, vita che porta frutto.

Breve momento di silenzio o condivisione in cerchio:

  • In che momento della mia vita sento di essere “terra buona”?
  • Cosa posso fare per rendere più fertile la mia terra?
  • Aiutare i ragazzi a mettere in relazione il simbolo con la loro vita reale (scuola, amicizie, fede, impegni).
  • Evitare letture moralistiche: sottolineare piuttosto il dinamismo della crescita e la possibilità di “lavorare” il terreno.
  • Favorire un clima di fiducia e ascolto reciproco.
  • Valorizzare l’esperienza sensoriale come punto di partenza per una riflessione interiore.

In gruppo piccolo
Con gruppi ridotti, ogni ragazzo può costruire simbolicamente il proprio terreno utilizzando materiali semplici (terra, sassi, rametti, carta, colori). Questo favorisce una riflessione più personale e profonda, permettendo a ciascuno di rappresentare visivamente il proprio momento di vita e di raccontarlo, se lo desidera, agli altri.

In digitale o in classe
Nel caso di un incontro online o in un contesto scolastico, si possono utilizzare immagini, brevi video o slide dei diversi terreni e dei semi come stimolo visivo. I partecipanti sono invitati a scegliere il terreno che sentono più vicino alla loro esperienza e a condividere una parola, una frase o una breve riflessione (in chat, su un padlet o in forma anonima), mantenendo viva la dimensione simbolica e interiore dell’attività.

Si può terminare con:

  • Una preghiera o parola simbolica (“Fa’ che il mio cuore diventi terra buona”).
  • Un segno concreto: conservare l’altra metà dei semi come ricordo o personale, o seminarli in un piccolo vaso che viene consegnato a ciascuno.
  • Un gesto comunitario: piantare insieme tutti i semi rimasti in un unico vaso come segno di cammino condiviso.

Oppure si può dare continuità all’attività proponendo la CELEBRAZIONE PENITENZIALE

Celebrazione penitenziale:

Canto

Saluto del Celebrante

Introduzione: L’amore che Dio ha per ciascuno di noi si rivela nel dono della sua Parola, che Egli semina nei nostri cuori perché la vita possa fiorire. Non sempre, però, riusciamo a vedere nascere frutti di bene: a volte disperdiamo il dono ricevuto e le grandi possibilità di amore che Dio desidera realizzare con noi. Così ci ritroviamo con le mani aperte, come chi riconosce la propria fragilità e si scopre peccatore.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 4,1-10.13-20)

In quel tempo, Gesù cominciò di nuovo a insegnare lungo il mare. Si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli, salito su una barca, si mise a sedere stando in mare, mentre tutta la folla era a terra lungo la riva. Insegnava loro molte cose con parabole e diceva loro nel suo insegnamento: «Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; e subito germogliò perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde tra i rovi, e i rovi crebbero, la soffocarono e non diede frutto. Altre parti caddero sul terreno buono e diedero frutto: spuntarono, crebbero e resero il trenta, il sessanta, il cento per uno». E diceva: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!». Quando poi furono da soli, quelli che erano intorno a lui insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. E disse loro: «Non capite questa parabola, e come potrete comprendere tutte le parabole? Il seminatore semina la Parola. Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la Parola, ma, quando l’ascoltano, subito viene Satana e porta via la Parola seminata in loro. Quelli seminati sul terreno sassoso sono coloro che, quando ascoltano la Parola, subito l’accolgono con gioia, ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della Parola, subito vengono meno. Altri sono quelli seminati tra i rovi: questi sono coloro che hanno ascoltato la Parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e la seduzione della ricchezza e tutte le altre passioni, soffocano la Parola e questa rimane senza frutto. Altri ancora sono quelli seminati sul terreno buono: sono coloro che ascoltano la Parola, l’accolgono e portano frutto: il trenta, il sessanta, il cento per uno». Parola del Signore

Il Celebrante può offrire alcuni spunti a partire dalla Parola ascoltata, mettendola in relazione con l’esperienza vissuta nell’attività. È importante che ciascuno sia ora invitato a compiere il passaggio dell’identificazione con il terreno, riconoscendo i diversi tipi di terreno presenti dentro di sé, nel proprio cuore.

Si lascia quindi il tempo necessario perché ognuno possa vivere personalmente l’esame di coscienza seguendo la traccia proposta, differenziata per RAGAZZI, ADOLESCENTI e GIOVANI

Mi fermo un momento
Respiro, faccio silenzio e chiedo a Gesù di aiutarmi a essere sincero.

La parabola del seminatore parla anche di me

Ascolto Dio solo quando mi va?
Cosa mi distrae o mi chiude il cuore? Telefono, pigrizia, disinteresse, altro……………….



In cosa faccio fatica a essere costante?
Quando seguire Gesù è difficile: mi tiro indietro, mi vergogno……?



Cosa prende troppo spazio nella mia vita?
Social, giochi, rabbia, amicizie sbagliate, paura, voler piacere, altro………………………..


In cosa vedo che sto crescendo?
Metto i miei doni/talenti a servizio degli altri?



Ringrazio per il bene che c’è.
Chiedo perdono per ciò che va cambiato.
Chiedo a Gesù di aiutarmi a crescere.

Esame di coscienza per ADOLESCENTI

Mi fermo un attimo, respiro, faccio silenzio.
Rileggo il Vangelo.
Dio oggi mi parla e semina qualcosa di buono dentro di me.
Chiedo di riuscire a guardarmi con sincerità, senza paura.

  • Cosa sento che è importante per me, in questo momento?
  • In cosa sento che Dio mi sta chiamando a crescere?
  • Sto ascoltando o faccio finta di niente?
  • Quando vivo di corsa, senza pensare davvero?
  • Cosa mi distrae sempre e non mi fa ascoltare?
  • Ascolto Dio solo “di passaggio”, senza attenzione o gli lascio lo spazio per parlarmi?
  • Credo che Dio sia davvero coinvolto con la mia vita, che abbia a che fare con me?
  • In cosa parto carico ma poi mi stanco subito?
  • Cosa mi fa paura quando una cosa diventa impegnativa?
  • La mia fede ha radici o è solo un momento?
  • Cosa mi stressa, mi preoccupa o mi mette ansia?
  • Cosa non lascia spazio alle cose davvero importanti?
  • Mi lascio guidare più dal “fare come gli altri” che dal Vangelo?
  • Cosa sta soffocando la presenza di Dio nella mia vita?
  • Dove vedo qualcosa di buono che sta nascendo in me?
  • Uso i miei talenti per fare del bene o solo per me stesso?
  • Sono capace di voler bene, perdonare, aiutare, rispettare?
  • Qual è un piccolo passo concreto che posso fare, provando a vivere il Vangelo?
  • Ringrazio per il bene che c’è in me.
  • Chiedo perdono per quello che non va.
  • Gli chiedo di rendere il mio cuore sempre più “terra buona”.

Mi metto alla presenza di Dio
Rileggo lentamente il Vangelo.
Dio continua a seminare anche oggi nella mia storia.
Chiedo la grazia di guardarmi con verità e libertà, senza paura.

Il seme è buono, sempre. Dio continua a fidarsi di me.
Il seme è la Parola, ma anche la mia vita, la mia chiamata, il mio futuro

  • Quali desideri profondi porto dentro?
  • Dedico tempo all’ascolto della Parola e alla mia vita interiore?
  • Dove sento una chiamata a crescere, a scegliere, a donarmi di più?
  • Sto ascoltando davvero o sto rimandando?
  • Dove vivo in superficie, senza tempo per me e per Dio?
  • Cosa mi rende distratto, chiuso, impermeabile?
  • Ci sono brani del Vangelo che scarto subito, perché scomodi o impegnativi?
  • In quali scelte mi manca il coraggio della profondità?
  • Cosa mi fa tirare indietro quando la strada si fa impegnativa?
  • Su cosa sto costruendo davvero la mia vita?
    (successo, riconoscimento, sicurezza economica, relazioni…)
  • Cosa soffoca oggi la mia libertà? (ansia per il futuro, confronto con gli altri, aspettative, paura di sbagliare, sfiducia…)
  • A cosa sto dando troppo spazio, togliendolo all’essenziale?
  • Quali “spine” non lasciano crescere la speranza in me?
  • Dove vedo già segni di bene e di crescita?
  • Quali frutti il Signore mi chiede di portare per qualcuno?
  • Qual è il passo concreto che oggi posso scegliere?
  • PER CHI SONO IO?

Porto davanti a Dio ciò che ho riconosciuto:
le fatiche, le resistenze, ma anche il bene che sta crescendo.

TEMPO PER LE CONFESSIONI

Dopo la Confessione, invitate i ragazzi, gli adolescenti o i giovani a fare un passo concreto: trasformare la riconciliazione con Dio in una scelta di vita attraverso la compilazione dell’HOPE COUPON. Aiutateli a comprendere che il terreno che diventa buono non trattiene per sé i frutti, ma li condivide.
Chiedete a ciascuno di scrivere sul proprio coupon:

  • a chi desidera donare speranza;
  • che cosa vuole regalare in modo concreto (tempo, ascolto, un gesto, un libro, una chiacchierata, una passeggiata…).

Invitateli poi a passare all’azione: consegnare il coupon alla persona scelta e restare fedeli all’impegno preso.
È così che il terreno buono inizia a dare frutto.
È così che la speranza diventa reale.

Signore,
tu non ti stanchi mai di amarci
e continui a seminare nel nostro cuore
la Parola che dà vita.
Aiutaci a custodire il dono della nostra vita
e la chiamata unica che hai per ciascuno di noi.
Cambia il terreno del nostro cuore,
quando diventa chiuso, duro o soffocato da troppe cose.
Donaci la forza di metterci in gioco,
fidandoci della tua misericordia,
perché possano nascere in noi
frutti di speranza.
Per Cristo nostro Signore. Amen.