Auguri o meglio la meditazione condivisa di sr Tosca Ferrante,
Superiora generale delle Suore Apostoline per questo Natale 2025.
Dal Vangelo di Luca 2,8-14
C’erano in quella regione alcuni pastori che, pernottando all’aperto, vegliavano tutta la notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande timore, ma l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama».
Carissime sorelle,
contemplando il Natale ho posto la mia attenzione sui pastori.
E desidero condividere con voi questa breve riflessione.
Per custodire bisogna vegliare: questo è il primo passaggio che mi sembra importante.
Maria dà alla luce Gesù mentre attorno la vita scorre normalmente.
In questa normalità ci sono anche i pastori che vegliano nella notte per svolgere il loro lavoro di “custodia” del gregge. Per custodire bisogna guardare, accompagnare, prendersi cura perché non accada che per negligenza e superficialità, qualche sorella o fratello si senta trascurata/o, sola/o, inutile, umiliata/o.
Si veglia per le relazioni importanti.
Il bene viene notato e illuminato
Mentre ciò accade, e questo è il secondo passaggio, si presenta un “angelo” che li “avvolse di luce”.
Il bene viene “notato e illuminato” mentre ci prendiamo cura, mentre qualcuno si prende cura di noi!
E questo è l’angelo.
L’angelo: fa alzare lo sguardo, fa sentire importanti, riporta all’essenziale, indica, ascolta, sostiene, ma anche scomoda, richiede fiducia, è misterioso.
E questa è la luce.
La luce illumina il buio, dona sicurezza nel cammino, aiuta a non perdersi. Anche se talvolta fa emergere polvere, è fastidiosa, fa crollare le maschere, abbaglia.
L’angelo avvolge di luce e annuncia. E come lo fa? Attraverso una rassicurazione: non temete! Queste sono le sue prime parole: non temete, abbiate fiducia, lasciatevi illuminare, lasciatevi guidare, lasciatevi accompagnare. Ma verso dove? E qui, l’annuncio di gioia per i pastori e per tutti: è nato il Salvatore, Cristo Signore.
Ma cosa rende umani se non un limite? (F. Moro)
In una realtà così complessa e compromessa, anche oggi il Padre invia a dirci: non temete! Non abbiate paura! L’angelo c’è nella povertà della vita, nelle braccia di una madre, nelle persone rifiutate… Dio non abbandona! Mai!
E i segni sono evidenti anche nel limite: la vita che continua a nascere, la semplicità di un abbraccio, la luce che guida.
Siamo parte di una moltitudine
E, terzo passaggio, l’angelo non è solo, c’è con lui una moltitudine che loda Dio. La moltitudine è la Chiesa, la comunità, la fraternità, la famiglia del cielo. Non siamo mai soli! Mai!
La moltitudine: fa crescere l’appartenenza, fa sentire meno soli, è sicurezza che non è invenzione anche se la moltitudine talvolta infastidisce, invade, fa sentire meno esclusivi.
In un tempo così segnato dall’individualismo e dalla chiusura, sapere che non siamo soli, che la vita è dono, che la chiamata è per tutti, è di grande consolazione e responsabilità.
Carissime sorelle, non lasciamoci rubare la gioia, non lasciamoci abbagliare dal potere, non abbassiamo l’asticella della cura della fraternità, non conformiamoci alla mentalità di questo mondo, non permettiamo al male di dividerci. Lasciamoci incontrare dall’angelo, lasciamoci guidare dalla luce, lasciamoci sorprendere dalla gioia, lasciamoci scomodare dalla povertà, lasciamoci guarire dalle ferite con il balsamo della pace e dell’amore. Lasciamoci…
Non perdiamo tempo!
Il Signore è qui! È nato per me, per te, per tutti.
Preparargli un cuore docile, cuore umile, cuore disposto a tutto il suo volere: docile, cuore docile! E poi abbandonarsi in lui. […] E avanti serenamente, serenamente. […] preparare il lettino a Gesù nel nostro cuore!
Questo diceva don Alberione alle prime apostoline e questo è l’augurio che ci facciamo reciprocamente: fargli spazio perché possiamo custodirlo e donarlo al mondo, come Maria.
sr Tosca Ferrante, ap
Superiora generale delle Suore Apostoline